Cassa integrazione per un anno alla Marangoni, Olivi: "Sacrifici già fatti l'anno scorso"

Firmato oggi l'accordo con i sindacati per 50 lettere di Cigs. Contrarietà dei sindacati di base. Olivi: "E' un ammortizzatore sociale, non un'attesa di licenziamenti. I sacrifici sono già stati fatti lo scorso anno da parte dei lavoratori e la Provincia ha investito per il rilancio"

Cassa integrazione straordinaria alla Marangoni di Rovereto, dove sono  a rischio circa 50 lavoratori. L'accordo è stato firmato questa mattina con i sindacati conferedarli, ed avrà validità di un anno. Fermamente contrati all'operazione i sindacati di base che già la settimana scorsa hanno manifestato in piazza contro l'accordo. Sulla questione si è mosso anche il sindaco di Rovereto Valduga. Ora l'assessore provinciale all'Economia Alessandro Olvi, preso atto dell'accordo, chiede che il ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria non sia, come spesso capita, un'anticamera per una riduzione del personale.

"La Cassa integrazione - sottolinea Olivi - è un ammortizzatore sociale, uno strumento costruito per affrontare le situazioni di crisi proteggendo i lavoratori, e come tale va considerato e utilizzato. Durante questo anno che le parti hanno di fronte si dovranno compiere tutti gli sforzi al fine di individuare ogni soluzione alternativa agli esuberi, tenuto anche conto dell'accordo che lo scorso anno è stato faticosamente sottoscritto per migliorare la produttività del sito di Rovereto attraverso nuovi investimenti ed un già significativo sacrificio dei lavoratori sul fronte del contratto". Il riferimento è agli sgravi Irap da parte dell'ente pubblico, ed all'accettazione di un tetto ai giorni di malattia da parte dei lavoratori.

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Un anno di tempo, quindi, per cercare di far crescere l'azienda, e stabilizzare il livello occupazionale, questo almeno è l'auspicio dell'assessore: "Questo lasso di tempo deve rappresentare l'occasione, da parte della compagine industriale, per delineare finalmente una strategia per il futuro ed evitare così di 'navigare a vista'. Pur nella evidente situazione di difficoltà rappresentata dal gruppo, non si può pensare infatti che la questione del riassetto competitivo del polo roveretano, valorizzato anche dagli impegni della Provincia, possa essere affrontata e risolta unicamente attraverso una riduzione dei costi sul fronte del personale dipendente".

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