Allevatori, allarme rosso

Fatturato in calo del 4% e crollo verticale del prezzo del latte costringono il settore a ripensare il rilancio. Dallapiccola: "la strada è un rapporto più stretto e virtuoso tra agricoltura e turismo"

Gli allevatori chiudono il 2015 con un preoccupante calo di fatturato del 4%, conseguenza di un quadro generale difficile per l'intero comparto zootecnico, con gli acquisti di carni rosse che sono diminuiti del 7-8 % a causa dell'effetto scatenato dalle dichiarazioni di alcuni medici che mettevano in relazione il consumo di questi prodotti con le malattie oncologiche.

A questo va aggiunta la difficile situazione del comparto del latte messo in ginocchio dalla fine delle quote europee e da un crollo drammatico dei prezzi, che in alcune situazioni sono scesi sotto la soglia dei 30 centesimi al litro, un livello che non consente nemmeno di coprire i costi di produzione.

La strada da perseguire resta quella della qualità ovviamente ma di vitale importanza, secondo il presidente Mauro Fezzi è allargare il numero di consumatori locali delle carni e del latte trentino.

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Da parte sua la Provincia insiste nel chiedere un rapporto sempre più stretto tra agricoltura e turismo, con un ufficio di Trentino Marketing pronto a lavorare esclusivamente su questo ambito.

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