Agritur: con le nuove regole niente più insegne con "ristorante" o "bar"

Disegno di legge in Cosiglio provinciale. Tra le novità anche il divieto per realtà che non sono agritur di esercitare attività di fattoria didattica

Semplificazione da una parte, ma anche norme più stringenti dall'altra, in arrivo per gli Agritur del Trentino. L'assessore provinciale Giulia Zanotelli, sentite le associazioni di categoria, ha depositato un disegno di legge per la riforma del settore. La prima novità, all'insegna della semplificazione, è la richiesta di inizio attività, che andrà presentata solamente in Comune, e non dovrà essere vagliata dalla Provincia. 

Il garante dei requisiti oggettivi da parte del titolare per aprire un agriturismo sarà dunque il Comune. A tal proposito pare essere in arrivo un "giro di vite" sui requisiti: nel testo si parla di un impiego "predominante" di prodotti agricoli di produzione propria, quando attualmente l'obbligo è fissato al 30%. Il limite sarà però esplicitato nel regolamento che, promette l'assessore, sarà pronto per novembre.

Niente più "Bar" o "Rostirante"

Nel Ddl viene anche ufficializzato l'uso della parola "agriturismo", introducendo il divieto di affiancare altre denominazioni, in particolar modo nell'insegna, quali "bar" o "ristorante". Caso a parte per le aziende vitivinicole che, pur non essendo agritur, organizzano stabilmente degustazioni di vini di propria produzione: le degustazioni non potranno essere accompagnate da pranzi o cene, ma solamente con prodotti freddi, anche in questo caso "prevalentemente" provenienti dalla propria azienda o da altre imprese agricole trentine.

Novità anche per quanto riguarda le cosiddette fattorie didattiche, attività che potrà essere esercitata solamente negli agritur e non in tutte le aziende agricole, con relativi contributi. "Per attività di fattoria didattica - si legge nella nota - si intendono le iniziative di carattere educativo e didattico-culturali, volte a favorire la conoscenza del territorio rurale, dell'agricoltura e dei suoi prodotti, della vita e della biodiversità animale e vegetale, la conoscenza dei sistemi agricoli di produzione biologica, integrata ed ecocompatibile, nonché l'educazione al consumo consapevole, a una sana alimentazione e all'adozione di corretti stili di vita.

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