Coronavirus: per i 600 euro arrivate ai patronati trentini 10mila domande in 24 ore

Boom di domande con l'apertura del 1° aprile, ma il sito dell'Inps va in crash

Sono circa 10mila le mail che tra ieri e oggi a mezzogiorno sono arrivate alle caselle dei patronati trentini per chiedere l’indennità di 600 euro prevista dal decreto Cura Italia. Una mole di richieste che ha messo in seria difficoltà gli uffici su tutto il territorio. A complicare la situazione i problemi sul sito dell’Inps, che a questo momento non sono stati ancora risolti e che impediscono di lavorare come si dovrebbe. Le pratiche, inoltre, vengono lavorate da remoto perché quasi tutti gli operatori sono in telelavoro e questo allunga ancora un po’ i tempi.

I patronati trentini, comunque, invitano tutti coloro che hanno fatto richiesta ad avere pazienza: nessuna delle domande verrà lasciata indietro e tutte le richieste verranno esaminate e inviate all’Inps. "A causa delle tantissime richieste ci vorranno, però, almeno dieci giorni per completare l’esame delle pratiche. Se dall’esame dei patronati emergeranno carenze di documentazione gli utenti verranno contattati per le integrazioni necessarie. I patronati nonostante le molte difficoltà restano a disposizione dei cittadini, facendosi carico gratuitamente di quanto il Servizio Pubblico non riesce a garantire in modo adeguato ai bisogni dei cittadini" si legge in una nota.

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E’ fondamentale, inoltre, che tutti gli utenti evitino i doppi invii: è successo in più casi che la stessa persona abbia scritto a più patronati, come è emerso nel momento in cui la domanda è stata inoltrata all’Inps. Questo intasa le procedure e rallenta tutti. Ricordiamo che l’indennità speciale di 600 euro è relativa al mese di marzo e riguarda tra gli altri i professionisti con partita Iva, gli autonomi, gli stagionali del turismo, gli operai agricoli a tempo determinato e i lavoratori dello spettacolo, i collaboratori coordinati continuativi, mentre restano escluse le collaborazioni occasionali.

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