Osterie d'Italia Slow Food 2017: ecco le "chiocciole" trentine

Qualità senza compromessi e soprattutto piatti per tutte le tasche: questi i criteri che devono rispettare le osterie selezionate da Slow Food nella celebre guida. Ecco quelle trentine premiate con il marchio della "ciocciola" per il 2017

Materie prime "povere", senza scendere a compromessi sulla qualità, cucina semplice e per tutte le tasche, e tanto amore per il gusto. Sono questi i punti fermi della Guida Slow Food alle Osterie d'Italia: eccellenze magari più difficili da scovare all'interno del panorama gastronomico italiano, ma  proprio per questo molto più interessanti.

Le "lumachine" del 2017, il marchio con il quale la guida premia ogni anno le migliori realtà italiane in questo settore, sono già state svelate, ed il Trentino non manca. A meritarsi il titolo sono state  la Locanda delle Tre Chiavi di Isera, l'Osteria storica Morelli di  Pergine, Nerina di Romeno, Boivin di Levico Terme, e, new entry, il Cant del Gal di Tonadico.

La novità della guida di quest'anno è l'introduzione di una fascia di prezzo più alta dei tradizionali 38 euro, presi come riferimento massimo di prezzo per persona nelle edizioni passate. Insomma il livello, anche economico, si apre verso l'alto ma non mancano, e questo è il merito della guida, fasce davvero per tutte le tasche, perfino sotto i 25 euro. In totale i locali recensiti sono 1570, 263 quelli premiati con la "chiocciola". 

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