Caso di malaria a Trento: nessuna zanzara nelle trappole al S. Chiara

Esito negativo dalle trappole per zanzare posizionate lunedì e raccolte oggi. Nel frattempo è stata eseguita, ieri, la disinfestazione del reparto

Hanno dato esito negativo le trappole per zanzare posizionate nel reparto di Pediatria dell'ospedale S. Chiara, finito sotto accusa per il terribile caso di malaria che ha ucciso Sofia Zago, una bambina trentina di soli 4 anni. Le trappole, scirve  l'Azienda sanitaria trentina, erano state posizionate lunedì, quindi poche ore dopo la comunicazione del decesso della piccola da parte dell'ospedale di Brescia. Nello stesso momento è stata programmata, seguendo le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità, la disinfestazione del reparto eseguita ieri. 

Le trappole sono state raccolte oggi, completamente vuote

Si tratta solamente di una delle tante operazioni messe in  campo per tentare di risalire alla causa del contagio. La piccola, ormai è noto, non era stata recentemente all'estero. Era invece tornata da una vacanza a Bibione, dove era già stata ricoverata nel vicino ospedale di Portogruaro, per una forma di diabete infantile. 

L'Ordine dei Giornalisti contro i titoli di Libero ed Il tempo

Il caso è diventato nazionale, ed sta facendo discutere opinione pubblica e mondo politico, anche in seguito a titoli particolarmente sensazionalistici apparsi sulla stampa nazionale e segnalati all'Ordine dei Giornalisti. La deputata di Forza Italia Laura Ravetto propone l'obbligo di profilassi antimalarica (un vaccino vero e proprio non esiste) per chiunque si rechi in paesi a rischio. Altrettanto obbligatorio dovrebbe essere, scrive la deputata in un tweet, l'esame dell'emocromo al ritorno, da effettuare in aeroporto. 

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