'Wi Run Trento': in 1.400 per dire basta alla violenza sulle donne

Una prima stima della raccolta iscrizioni e delle donazioni supera i 12mila euro, raddoppiando la cifra dello scorso anno. Ma in tanti stanno ancora continuando a donare

foto Marianna Zanetti per WIRun Trento

Palloncini rossi, magliette, pettorali che invitano a reagire e a essere forti e solidali: una folla colorata e festosa si è riunita oggi alla 'WIRun Trento 2018' al Parco delle Albere per lanciare un messaggio positivo, di unione e di vicinanza a tutte le vittime di violenza. Oltre 1400 le iscrizioni ufficiali alla quarta edizione della corsa o passeggiata non competitiva di 5 chilometri. Ma tante sono state le persone che hanno voluto partecipare anche senza iscriversi, spinte dallo spirito di adesione al messaggio della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Numerose le donazioni spontanee al Fondo a cui sono destinati tutti i proventi. Una prima stima della raccolta iscrizioni e delle donazioni supera i 12mila euro, raddoppiando la cifra dello scorso anno. Ma in tanti stanno ancora continuando a donare. Durante la WIRun 2018 è stata data anche visibilità alle associazioni presenti sul territorio trentino che si occupano di supportare le persone vittime di violenza. Come nelle edizioni precedenti, è stato creato un punto di aggregazione informale nel quale i partecipanti alla manifestazione, gli enti e le istituzioni coinvolte possano incontrarsi e conoscersi.

Il Fondo “La violenza non è un destino” supporta le vittime di violenza e i loro figli e figlie, finanziando i piccoli bisogni concreti necessari ad iniziare un percorso individuale di uscita dalla violenza. È gestito direttamente da Famiglia Materna e da Punto d’Approdo, strutture con una lunga esperienza di accoglienza di donne e minori in situazioni di disagio. Possono accedervi donne di tutto il territorio trentino segnalate dalle strutture e dalle associazioni che in provincia assistono le vittime di violenza.

Oggi alla WIRun si è voluto lanciare un messaggio importante: mostrare la forza del gruppo, vivere in sicurezza la propria città e intendere lo sport come strumento per rafforzare la fiducia in se stesse. Per testimoniarlo al posto dei numeri di gara i pettorali dei partecipanti hanno riportato parole di incitamento alla libertà e al coraggio: messaggi di vicinanza indirizzati anche alle vittime di violenza. Al fianco di donne e bambini, anche tanti uomini e ragazzi. Molti organizzati in gruppi spontanei (il più numeroso quello degli Scout CNGEI). Accanto a loro, in questa edizione, le associazioni che sul territorio trentino si occupano di sostenere e aiutare le donne vittime di violenza. I loro operatori e operatrici sono stati quest’anno i testimonial in prima fila, scelti per aprire la corsa insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali e degli sponsor che hanno supportato WIRun Trento.

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