Violentata, maltrattata e minacciata di morte dal marito: scatta divieto di avvicinamento

A essere denunciato un cittadino macedone residente a Trento da anni

Repertorio

Costretta ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà, insultata per il suo aspetto fisico e costantemente sotto controllo. È questo l'incubo che una donna è stata costretta a vivere per colpa del marito, un macedone da anni residente a Trento. 

La consorte, esasperata dal comportamento dell'uomo, che la assillava anche controllando in modo maniacale ogni suo movimento e i suoi contatti telefonici, aveva deciso di separarsi da lui. Ma da quel momento la situazione era precipitata ulteriormente: il coniuge aveva iniziato a pedinarla, aspettarla fuori dal luogo di lavoro e tempestarla di messaggi. A ottobre, poi, il macedone è andato dai suoceri e gli ha detto che quando si fosse separato dalla figlia l'avrebbe uccisa.

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A quel punto la donna ha deciso di allontanarsi da casa con i figli e ha denunciato gli abusi alla polizia di Trento. Dopo le indagini, che hanno confermato quanto riferito dalla vittima, nei confronti del marito è scattato un provvedimento di divieto di avvicinamento.

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