Villa Angerer abbandonata, spunta l'ipotesi di un centro di salute privato

Il consigliere del Patt Giiuliani chiede alla Giunta di aprire le porte ai privati, in cambio di un comodato d'uso per 20 o 30 anni

Villa Angrer oggi, foto FAI

Villa Angerer ad Arco, "tesoretto dell'Ottocento" com'è definita sul sito dell'Assessorato alla Cultura della Provincia, giace in uno stato di totale abbandono da decenni. Una vergogna, per il comitato Salviamo Arco, così come per Italia Nostra, ed il Fai che nel 2015 lanciò la petizione fino a farla eleggere "Luogo del cuore" dell'anno in Trentino: ottenne 3000 voti, quando il Palazzo delle Poste di Trento, per fare un paragone, ne ottenne a malapena 300.

Appelli inascoltati, visto che la villa, ex sanatorio della Curia, rimane in attesa di destinazione d'uso, e nell'attesa cade a pezzi. Il Consiglio provinciale nelle prossime sedute sarà chiamato a discutere una mozione del consigliere del Patt Luca Giuliani che chiede alla Giunta di aprire ad un progetto di patnership pubblico-privata.

L'idea è di concedere la villa gratuitamente per 20 o 30 anni a fronte di un investimento per la riqualificazione. Giuliani fa riferimento ad una "cordata imprenditoriale" che potrebbe ottenere la villa in comodato d'uso per ristrutturarla e dotarla di "infrastrutture adeguate", non è dato sapere se di tipo ricettivo o altro.

Secondo indiscrezioni, citate dallo stesso  consigliere, ci sarebbero degli imprenditori disposti a realizzare un centro salute negli spazi di quello che fu un sanatorio fino agli anni '60. "Il tempo necessario per ammortizzare l'investimento e l'immobile tornerebbe al Comune e quindi alla comunità  di Arco" si legge nel testo della mozione, tenendo conto che il tempo necessario è apunto stimato in 20 o 30 anni. 

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