La sede della Caritas di Trento presa di mira dagli skinhead veneti

Il direttore della Caritas Calzà: "Un modo di esprimersi creativo, ne prendiamo atto, ma non ci sentiamo minacciati: ognuno la pensa come vuole, ma bisognerebbe affrontare il dibattito in maniera un po' più approfondita". Anche alla sede di Trento il blitz: "Con lo ius soli uccidente l'italianità"

"Un modo di esprimersi sicuramente creativo, ne prendiammo atto" così il direttore della Caritas trentina Paolo  Calzà commenta l'azione dimostrativa del Fronte Veneto Skinhead che nella notte tra martedì e mercoledì ha preso di mira alcune sedi della Caritas e del Partito Democratico a Como, Brescia, Crema, Lodi, Reggio Emilia, Piacenza, Mestre Vicenza, Treviso e Trento. davanti all'ingresso della sede è stata depositata a terra una sagoma umana tricolore, la porta è stata transennata come "scena del crimine" e sono stati affissi finti necrologi.

"Associazioni come la Caritas che, in nome di un ipocrita umanitarismo di facciata ed un falso filantropismo, trova motivo di speculazione ed interesse, proponendo un pericolosissimo modello di integrazione volto solo ed esclusivamente a ridurre i popoli in una poltiglia indifferenziata, sradicandoli dalle loro radici e dalle loro tradizioni, in nome e per conto di un multiculturalismo dominante" si legge nella nota con cui il movimento di estrema destra "rivendica" l'azione.


"Non hanno fatto danni e non ci sono state minacce - spiega il  direttore Calzà - terremmo alta  la guardia  ma non ci sentiamo sicuramente minacciati, poi ognuno  la  può pensare come vuole ma bisognerebbe affrontare questo dibattito con un po' più di approfondimento". Gli skinhead veneti puntano infatti il dito contro l'introduzione dello ius soli, principio che comporterebbe la cittadinanza di diritto ai bambini ed alle  bambine nati  sul  suolo italiano,  che oggi devono  aspettare almeno fino alla maggiore età per un riconoscimento tutt'altro che automatico, la cui attesa si può protrarre teoricamente all'infinito.

"Un annientamento dell'identità italiana veicolato attraverso l’adozione di leggi di distruzione di massa come l’introduzione dello ‘ius soli’ e il ‘favoreggiamento’ di un’invasione pianificata di orde di immigrati extraeuropei" scrive il Fronte Veneto Skinhead in una nota. Gli slogan, con una retorica dalle tinte militariste, sono "Guerra ai nemici della nostra terra!" e "Avete ucciso la nazione". "Si tratta di un dibattito molto  ampio - risponde il direttore  della Caritas trentina - sicuramente è auspicabile una revisione dello ius sanguinis; uno ius solis tout court non ha senso ma dare la sicurezzaa a chi è nato qui di diventare cittadino, pur all'interno di certe regole, senza dover aspettare i 18 anni mi sembra la strada migliore". 

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