Valdastico, sentenza clamorosa: il ricorso di Besenello annulla la delibera del Cipe

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del piccolo Comune trentino, in un primo tempo respinto dal Tar del Lazio. Annullata la delibera di approvazione del progetto preliminare

La protesta dei sindaci a Besenello, con l'inaugurazione del "guerriero anti-Valdastico"

Potrebbe essere una sentenza storica quella con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Comune di Besenello contro il  progetto preliminare della Valdastico. Una sentenza che ribalta quella in primo grado al Tar del Lazio, al quale il Comune trentino si era rivolto nel 2017.

La società Ausostrade Brescia-Verona-Vicenza-Padova è stata condannata al pagamento delle spese legali, ma quel che è più importante è che la sentenza annulla la deliberazione del Cipe che approva il progetto preliminare del prolungamento della A31 nord.

Dopo anni di posizioni ambigue da parte dei governi provinciali che si sono avvicendati alla guida del Trentino un piccolo comune si rivolge alla Giustizia istituzionale per mettere in discussione il progetto dell'opera, ed ottiene ragione. Il Comune, nella persona del sindaco, chiedeva l'annullamento della delibera con cui il Cipe ha approvato, nel 2013, il progetto; così come l'annullamento della Valutazione di Impatto Ambientale sulla cui base era stato approvato il progetto, e tutti "gli ulteriori atti presupposti e connessi". 

Ecco la sentenza completa, clicca qui...

In un primo momento, come detto, il Tar del Lazio aveva rigettato il ricorso. Il Comune di Besenello ha presentato un appello al Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministtrativa, chiedento l'accoglimento integrale del ricorso originario quindi senza cambiare nemmeno una virgola delle richieste, ed ottenendo infine ragione.

Nella sentenza si riconosce che il progetto per il 1° lotto, quello in Veneto, non ha alcuna "autonomia funzionale" rispetto al 2°, sul quale c'è il veto della Provincia di Trento, oltre al parere contrario del Comune di Besenello. Il problema è, appunto, che il 1° lotto è stato approvato dal Cipe, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica; approvazione che ha permesso a Zaia di annunciare l'avvio dei lavori del tratto fino al confine trentino. Costatando che l'illogicità, questa la parola usata, del 1° lotto a sè stante, la sentenza potrebbe di fatto bloccare l'opera fino alla presentazione di un progetto comlessivo, che metta d'accordo veneto e Trentino, cosa finora mai avvenuta. 

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