E' ai domiciliari ed apre un profilo facebook, la richiesta di amicizia arriva all'appuntato

Un cittadino slavo di 41 anni, che stava scontando una pena di 4 anni ai domiciliari per droga è stato scoperto dai carabinieri di Cles. L'uomo aveva aperto un profilo su Facebook con uno pseudonimo, ma il giudice lo vieta

Stava scontando una pena di quattro anni agli arresti domiciliari per droga a Cles e, pur non allontanandosi da casa, ha violato le disposizioni del giudice. "Il suo comportamento è da sempre apparso assolutamente impeccabile - spiega il comandante della compagnia di Cles Nunzio Stanco - mai infatti l’uomo era venuto meno alle diverse prescrizioni impostegli dal magistrato.

Almeno fino a qualche giorno fa, quando lo stesso social network ha "tradito" il suo utente: "ad un appuntato non è sfuggito uno di quei consueti suggerimenti di amicizia originati da facebook - prosegue il capitano Stanco - quella sorta di presentazione dell’amico di un amico ovvero di, così sono indicate dal social network, "persone che potresti conoscere".

L'amico consigliato da facebook altri non era che il detenuto, che nel frattempo aveva aperto un profilo facebook con uno pseudonimo ma con la sua faccia come immagine del profilo, cosa che potrebbe far supporre la sua buona fede. Tra le prescrizioni del magistrato c'è però anche quella di non intrattenere rapporti con persone diverse dai suoi stretti congiunti, compresi i rapporti telematici

Da dietro lo schermo invece il detenuto era in contatto con moltissime persone, tra cui naturalmente amici vicini e lontani, compreso qualcuno con precedenti penali. Un dettaglio che ha fatto scattare l'arresto ed il trasferimento presso il carcere di Spini di Gardolo, un caso che farà sicuramente discutere. 

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