Bed & breakfast a scrocco: fingono di pagare ed il proprietario lascia le chiavi

Nell'epoca dei B&B pagati via web succede anche questo, denunciati un 22enne ed una minorenne

Il diffondersi di strutture ricettive, quali residence e bed and breakfast, diverse da quelle alberghiere ha comportato anche la diffusione di abitudini talvolta pericolose come quella di lasciare le chiavi dell'appartamento in luoghi concordati, senza mai vedere di persona gli ospiti. La garanzia dello scambio si basa completamente sulla carta di credito. Il cliente paga, il proprietario incassa, spesso senza mai venire in contatto personalmente. Ma cosa succede se la carta di credito è disattivata? Lo sa il malcapitato gestore di un residence a Riva del Garda.

Una giovane coppia, 22 anni e rivano lui, minorenne e roveretana lei, è riuscita a passare 5 notti nella struttura senza pagare. La ragazza ha prenotato fornendo i codici della carta di credito, che risultava però disattivata. Il proprietario ha lasciato le chiavi in un luogo concordato, senza mai vedere in viso gli ospiti, salvo poi scoprire di non essere stato pagato.

Il commissario: "Tenere il registro degli ospiti è un obbligo"

"Assistiamo talvolta a comportamenti che non solo possono favorire condotte illecite, ma rappresentano essi stessi violazioni di legge" spiega il vice Questore Salvatore Ascione, dirigente del Commissariato di Riva del Garda, che ha scoperto la truffa ed identificato i responsabili. Anche il proprietario, truffato, rischia grosso: "Si ricorda, infatti, che l'art. 109 del TULPS obbliga gli esercenti di strutture ricettive ad inviare giornalmente all'Autorità di Pubblica Sicurezza l'arrivo delle persone alloggiate, pena una sanzione penale che prevede l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino a 206 euro. La natura di questo obbligo è da rintracciare nell'esigenza dello Stato di conoscere i cittadini che soggiorno in una determinata località, non solo per avere contezza di chi in quel momento vive in quel territorio, ma anche per svolgere quella funzione di controllo che è propria delle forze dell'Ordine e che ha lo scopo di prevenire la commissione dei reati".

I due sono stati rintracciati grazie alle immagini di videosorveglianza del residence. In particolare il ragazzo era già noto alle forze dell'ordine ed è stato facile rintracciarlo presso la sua abitazione. Al reato di truffa, in concorso con la minorenne roveretana, si è aggiunto quello di porto ingiustificato di "strumenti riproducenti armi", questa la definizione corretta per il possesso di armi giocattolo senza il tappo rosso che le identifica come finte. Per la precisione le due pistole erano riproduzioni di una Walther e di una Glock semiautomatiche, con annesse 62 cartucce a salve. I due sono stati denunciati a piede libero.

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