Dalla Val Rendena a Trento, poi in elicottero a Verona per partorire

Stanno bene i due gemellini nati all'ospedale di Verona, la coppia era partira da Porte di Rendena per partorire a Trento, dove sembra che il reparto fosse pieno

Dalla Val Rendena a Trento, e poi in elicottero a Verona, per partorire. E' quanto successo nei giorni scorsi ad una coppia di Porte di Rendena. La madre ha dato alla luce due gemelli, in ottima salute. Di certo però le ore precedenti al parto sono state alquanto frenetiche. La vicenda sta diventando un caso politico. Il consigliere provinciale Claudio Cia punta il dito, ancora una volta, contro l'assessore Zeni e la Giunta provinciale, che decretò la chiusura del punto nascite di Tione nel 2016. Da allora ci sono stati almeno due casi di parti "in strada", bambini nati in ambulanza durante il lungo viaggio dalle Valli Giudicarie a Trento.

Questa volta la coppia a Trento c'era arrivata, ma sembra che il reparto maternità fosse pieno. Il responsabile locale di Agire, il nuovo partito di Claudio Cia, chiede le  dimissioni di Zeni e commenta amaramente: "Ci sarebbero tanti motivi pe protestare, però quello che dà più fastidio è che le cose sarebbero andate diversamente se avessimo ancora un punto nascite a Tione". A decretare la chiusura del punto nascite di Tione sono state  le direttive del Ministero: poco più di un centinaio di parti all'anno, con un ospedale, quello di Trento, a meno di 60 chilometri e, in caso di emergenza, un elicottero 24 ore su 24. Con questi numeri, spiegò l'assessore nell'aprile 2016, il Ministero non avrebbe conncesso la delega. L'interrogazione depositata ieri dai consiglieri Cia, Bezzi e Fugatti chiede a quanto ammonti il risparmio dovuto a tale scelta. 

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