Tecla, femmina di cane corso usata come "fattrice" curata dai volontari Oipa

Una storia di fragilità umana, e sfruttamento animale, quella scoperta dai volontari Oipa. "Non esistono razze buone o cattive, sono gli uomini che le rendono tali" spiega la delegata Ornella Dorigatti

Situazioni umane al limite, che portano anche a maltrattamenti sugli animali. Quella di Tecla, femmina di cane corso usata come "fattrice", è una di quelle storie alle quali i volontari dell'Oipa di Trento e Rovereto sono abituati. Una razza quantomeno impegnativa, quella del cane corso. "Non esistono razze buone o cattive, sono gli uomini che le rendono tali" spiega Ornella Dorigatti, delegata trentina dell'associazione protezione animali. Tecla veniva usata per fare cuccioli di razza, all'interno di un allevamento più volte segnalato dall'associazione. "Un allevamento fatto in casa - spiega Ornella - il problema è che poi arrivati ad una certa età gli animali di queste razze di molossi non si riescono a vendere, e vengono spesso ceduti gratis a persone che li scelgono per le loro presunte caratteristiche "aggressive", guardi in piazza Dante: è pieno di cani così, pitbull, rottweiler, e cane corso naturalmente". 

Come tanti volontari di Oipa Ornella conosce anche fragilità umane: è lì che l'associazione interviene, portando cibo per gli animali con padroni in difficoltà economiche, in situazioni di precarietà, ed anche aiuti agli stessi padroni. "Non facciamo differenza tra uomo ed animale, se vediamo situazioni di difficoltà portiamo cibo anche ai padroni, ed offriamo servizi gratuiti di dogsitting". Tra le persone seguite da Oipa c'è anche un anziano signore, con problemi economici e di salute, che vive da solo con in casa un cane da caccia. Ad inizio estate, probabilmente per arrotondare, ha ospitato in casa un ragazzo, il quale aveva a sua volta un cane. Tecla, cane corso, incinta. "Il ragazzo è contrario alla sterilizzazione, ma è evidente che intendeva rivendere i cuccioli" spiega Ornella. Cuccioli che sono arrivati: dodici, di cui due morti per mancanza di latte. Alla fine il ragazzo si è convinto ad affidare Tecla ed i dieci cuccioli rimasti ai volontari di Oipa.

Tecla è stata sottoposta a tre interventi chirurgici, per rimediare ad anni di sofferenze e sfruttamento. "Viviamo  di donazioni, abbiamo dovuto pagare gli interventi - spiega Ornella - e vorrei fare un appello ai veterinari: so che sono dei professionisti che hanno le loro spese, ma di fronte a situazioni come questa sarebbe bello incontrare un po' più di sensibilità da parte loro". I cuccioli sono stati dati in adozione, tranne uno: un maschio di sei mesi, "dolcissimo, un coccolone", che apetta nuovi padroni, "prima che diventi troppo grande". Naturalmente chi lo prenderà con sè dovrà essere cosciente dell'impegno richiesto, a maggior ragione trattandosi di una razza, appunto, "impegnativa". Non aggressiva, non cattiva, ma certo bisognosa di cure ed affetto, come qualsiasi altro cane.

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