Licenziato da Aquafil dopo lite con collega: scatta il risarcimento

L'uomo aveva subito un'aggressione da parte di un collega armato di cacciavite. Malgrado i chiarimenti forniti, Aquafil aveva ritenuto di licenziare entrambi

Lo scorso martedì 9 marzo la Corte d’Appello di Trento ha confermato l’illegittimità del licenziamento da Aquafil in danno al delegato sindacale della Uiltec, Angelo Spinelli, già stabilita dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Rovereto. Lo comunica la Uil in una nota. La Corte ha inoltre accolto la richiesta del lavoratore di rideterminare il risarcimento del danno nell’importo massimo previsto dal nuovo art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (post riforma Fornero) corrispondente a 24 mensilità di retribuzione, oltre l’indennità di mancato preavviso.

Con tale rideterminazione la Corte d’Appello, da un lato, "ha inteso stigmatizzare il comportamento datoriale che ha opposto un netto rifiuto ad ogni proposta bonaria di risoluzione della controversia e, d’altro lato, ha ritenuto opportuno parametrare il risarcimento alle dimensioni e capacità economiche dell’azienda".

Spinelli, che lavorava in Aquafil sin dal 1989, da tempo era addetto al controllo della campionatura del filato presso un reparto molto polveroso e lamentava l’omissione da parte dell’azienda di un adeguato controllo circa le modalità di pulizia del luogo di lavoro. A seguito di una discussione circa il corretto utilizzo dell’aria compressa che sollevava nell’ambiente polvere e pigmenti, nel maggio dello scorso anno, Spinelli aveva subito un’aggressione da parte di un collega armato di cacciavite. Malgrado i chiarimenti forniti anche per il tramite del segretario Uiltec, Alan Tancredi, Aquafil ha ritenuto di licenziare entrambi i dipendenti, sia l’aggressore che l’aggredito.

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"Promosso inutilmente il tentativo di conciliazione presso il servizio lavoro Pat di via Gilli a Trento, posto che Aquafil si dichiarava indisponibile ad alcuna composizione amichevole della controversia, Spinelli, supportato dalla Uiltec del Trentino e assistito dall’avvocato Federico Fior di Trento, si è dovuto rivolgere all’autorità giudiziaria per trovare giustizia - afferma la Uil in una nota -. Sfortunatamente, la riforma Fornero del 2012 ha ridotto le ipotesi di reintegrazione nel posto di lavoro anche per i dipendenti delle grandi aziende (c.d. tutela reale) e Spinelli, 57enne, oggi è senza lavoro e il risarcimento del danno riconosciuto dal Tribunale di Rovereto, anche se oggi rideterminato dalla Corte d’Appello nel massimo previsto dalla legge, non lo mette al riparo dal rischio di povertà, sempre più comune anche nella nostra apparentemente ricca provincia. Indipendentemente dal caso del sig. Spinelli, si evidenzia che con il Job Act (e il c.d. “contratto a tutele crescenti” applicato a tutti i neoassunti dal marzo 2015) lo spazio per la tutela reintegratoria in caso di licenziamento illegittimo si è ulteriormente ristretto, come pure è stata enormemente ridotta l’aspettativa ad un effettivo risarcimento che verrà d’ora in poi parametrato solo sull’anzianità di servizio del dipendente licenziato e non più sul disvalore del comportamento datoriale né sulle dimensioni economiche dello stesso. Richiamiamo ad una massima attenzione tutti i lavoratori in quanto il regime di tutele conquistate negli anni si è via via ridotto a seguito delle riforme degli ultimi anni". 

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