Spettacolo censurato per il bacio tra donne: parla la regista Fittipaldi

Dopo il caso dello spettacolo censurato per il bacio tra due attrici la regista Antonella Fittipaldi affida ad una lettera aperta le sue ragioni. Ipocrisia da piccola provincia e un caso montato dai media: "I giornalisti mi hanno chiamato hiedendo quanti biglietti mi hanno fatto vendere: lo spettacolo era gratis!"

"La pace si farà o meno solo quando io incontrerò l'amministrazione di Padergnone, in questi giorni tutti hanno parlato per me in maniera non autorizzata, nono una regista teatrale e non ho paura di dire la verità". E' un fiume in piena lo sfogo di Antonella Fittipaldi, regista dello spettacolo teatrale andato in scena a Rovereto e a Cles ma non a Padergnone, dove l'amministrazione ha chiesto, e non ottenuto, l'eliminazione dallo spettacolo della scena in cui due attrici si baciano. Il caso ha naturalmente fatto molto discutere ma adesso è lei, la regista, che ha qualcosa da dire sulla vicenda, anzi di cose da dire ne ha molte: sull'ipocrisia dei benpensanti ma anche sui media che hanno "montato" il caso, dimenticando di raccontare lo spettacolo intero, che è andato in scena ieri, senza censure, presso il Centro polifunzionale di via Prati a Trento. Ha affidato il suo sfogo ad una lettera inviata alle testate giornalistiche locali, tra cui noi, e visto che il caso ha fatto parlare di "censura" ve lo riportiamo di seguito per intero:

In scena a Trento il «bacio saffico» dice oggi il Trentino...no in scena è andato "la muffa nel cassetto". Il titolo non era bacio saffico, ma visto che vi è piaciuto tanto a tutti, potete guardare Telenuovo dalle 23.30, lì altro che bacio saffico! E lo guardano pure nei paesi di 700 abitanti, gli stessi che poi ipocritamente si scandalizzano per un bacetto, avete stancato con la politically correct, avete stancato tutti che strumentalizzate, hanno stancato pure gli sciacalli che appena vedono telecamere e giornali sbavano e corrono a reinventarsi pacieri del nulla e tutti a parlare per me in maniera non autorizzata. La verità è che solo io parlo per me. Sono una regista teatrale. La differenza è che io sono una regista teatrale con le palle e leale. E non ho paura di dire la verità.

Questo è tutto quello che ho da dire, la mia dichiarazione ulteriore è sulla home del nostro sito. e se la pace è fatta o meno si saprà solo quando IO incontrerò l'amministrazione di Padergnone, un paese del quale interessa più a me che ad altri, perchè andate via le telecamere non gliene fregherà più a nessuno, io invece ci sarò ancora, perchè si parte da lì per cambiare le cose. Comunque, se dovessi star qui a raccontare tutta la verità e tutte le cose che ho visto fare, non è Padergnone e basta, si dice Padergnone perchè è l'unica di cui ho parlato, c'è così tanto marcio in giro che non potete immaginare. Può sembrare una frase fatta, ma è la verità.

Il Trentino non è così casto, non lo è nessuno. Vi ricordo che le cose più belle dei miei spettacolo sono le mie luci, le mie musiche, le mie idee, non il bacio. E giornalisti che si sono permessi di chiamarmi "non ufficialmente" per dirmi "allora quanti biglietti ti abbiamo fatto vendere". Signori, lo spettacolo di ieri era gratis. Ho un lavoro da impiegata e mangio con quello. Ci vediamo il 19 gennaio con la replica a Bergamo de "La muffa nel cassetto" e a febbraio sentirete di nuovo parlare de la nuda compagnia. E con questo passo e chiudo".

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