Universitari molesti? Tutt'altro: l'80% li vuole come vicini, per il 90% sono risorsa economica

I dati emergono dall'indagine - su 800 persone tra i 18 ed i 65 anni - condotta dal professor Ivano Bison del Dipartimento di sociologia e ricerca sociale sulla percezione che la cittadinanza trentina ha dell'università

I trentini hanno un'immagine molto positiva dell’università di Trento. Più del 65% afferma che l’ateneo è significativamente migliore o migliore delle altre università italiane. Il 34% ritiene che sia più o meno come le altre università italiane. Meno dell’1% ha invece un’opinione negativa e ritiene l'ateneo trentino significativamente peggiore o peggiore di altre università italiane. I dati emergono dall'indagine 'La percezione dell'Università di Trento nella cittadinanza della provincia di Trento', condotta dal professor Ivano Bison del Dipartimento di sociologia e ricerca sociale sulla percezione che la cittadinanza trentina ha dell'università in generale e dell'università di Trento, in particolare. L’indagine è stata effettuata in collaborazione con Doxa, nella primavera 2018, su un campione di 800 individui rappresentativi degli abitanti della provincia di Trento, di età compresa tra 18 e 65 anni. Gli studenti e le studentesse del corso di 'Survey design for social research' del Dipartimento di sociologia hanno collaborato alla progettazione, alla realizzazione dell’indagine e alla stesura del rapporto conclusivo. 

Studenti che - anche nel rapporto con la città - sono stati in qualche modo valutati nel corso della ricerca: "È una vecchia diatriba, quella del conflitto tra città e studenti: in questo caso il risultato è invece che a Trento c'è un forte apprezzamento, tanto che gli studenti non sono considerati un elemento di disturbo, anzi emerge che rendono viva la città e l'%80 dichiara che sarebbe contento di avere studenti universitari come vicini di casa, mentre il 90% dice che sono una risorsa economica ed il 70% degli intervistati che gli studenti arricchiscono il panormama culturale", spiega. Ivano Bison. Il 91,1% degli intervistati ritiene inoltre che l’università abbia contribuito molto o abbastanza alla crescita culturale della comunità trentina. Per l’84,3% l’università ha contribuito a far conoscere il Trentino nel mondo. Il 12,2% ritiene invece che l’ateneo abbia contribuito a indebolire i valori e le tradizioni del Trentino. L’88,8% degli intervistati afferma che l’Università, in futuro, contribuirà alla crescita culturale della comunità trentina, mentre solo l’11,2% si mostra contrario.

Il 43,8% dichiara di aver partecipato almeno una volta ad una attività divulgativa (ad esempio la 'Notte dei ricercatori'), mentre la metà degli intervistati (50.3%) dichiara di aver partecipato a convegni e conferenze. Più di un decimo partecipa assiduamente (molto o abbastanza spesso) sia alle attività, sia agli eventi. "Sicuramente c'è una partecipazione attiva, una costante quota di persone che segue e si interessa agli eventi dell'università. Altro dato molto significativo - spiega ancora il docente universitario Ivano Bison - è che, alla domanda 'che cosa oltre al lavoro è utile fare per migliorare le condizioni economiche del territorio', il 98% delle persone intervistate abbia risposto 'investire in educazione'. "Stessa percentuale per la promozione della cultura ambientale. Insomma direi che l'idea che investire in formazione sia fondamentale è un dato certamente interessante. Come è interessante che tra le risposte ci sia anche quella di concedere più finanziamenti all'università: una dato che segnala ulteriormente non solo l'orgoglio di avere un ateneo come quello di Trento ma che per elevare un territorio il miglio investimento sia quello in cultura", aggiunge Bison. 

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