Memory card telefoniche false vendute per attività criminali

I gestori di alcuni phone center prendevano i dati fotocopiando la carta d'identità dei clienti. Le card intestate ad ignari cittadini venivano vendute al mercato nero per compiere altri reati

E' stata avviata un'indagine da parte dei carabinieri di Rovereto con l'obiettivo di portare alla luce un mercato illegale di schede sim e memory card telefoniche. L'operazione ha già portato alla perquisizione di due phone center a Trento e altri fuori provincia e le card "falsificate" sono già una settantina. Quaranta le querele da parte dei legittimi titolari ai quali è stata rubata l'identità, da trasferire sulle schede illegali. Le accuse vanno da falso in scrittura privata a sostituzione di persona.

Secondo gli inquirenti i gestori dei phone center in questione rubavano i dati personali dei clienti quando questi chiedevano di utilizzare il servizio di money transfert semplicemente prendendoli dalla fotocopia dela carta d'identità. con questi dati intestavano quindi ad ignari cittadini le schede telefoniche da mettere poi in vendita in un mercato nero alla mercè di criminali.

Secondole informazioni raccolte nell'indagine una sim può valere anche 40 euro e potrebbe servire per compiere reati o attività illecite. Un mercato clandestino che sembra essere vasto e consolidato: la scoperta è partita da un'operazione anti-droga in Vallagarina durante la quale i Carabinieri hanno analizzato i dati della scheda telefonica di uno spacciatore che è risultata appunto essere intestata ad un ignaro cittadino.

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