Siccità in Veneto, ordinanza di Zaia: prelievi basati sul livello dell'Adige a Trento

Continua la "guerrra dell'acqua" tra Trentino e Veneto, Zaia corre ai ripari ma nel frattempo la deputata veneta Benedetti deposita un'interrogazione al Governo

foto di Maurizio Rossi

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha firmato una nuova ordinanza, la terza dopo quelle di aprile e di maggio, per limitare i prelievi di acqua dal fiume Adige dichiarando allo stesso tempo lo staato di "crisi idrica" nella regione. Il dito, come da due mesi a questa parte, è puntato verso il Trentino e la deputata veneta del Movimento Cinque Stelle Silvia Benedetti ha depositato un'interrogazione riolta al Governo in merito alla situazione chiedendo di destinare fondi per lo sviluppo e la manutenzione del sistema di raccolta delle acque in Veneto. 

"La legge di bilancio 2017 ha istituito un fondo per lo sviluppo infrastrutturale del Paese che prevede anche finanziamenti per oltre 100 milioni utili per interventi sulla rete idrica. E' assolutamente necessario dunque - chiede Benedetti - che il Governo destini parte dei fondi allo sviluppo e alla manutenzione di strutture già esistenti, come nel caso del LEB che, con la sostituzione delle lastre e la creazione di nuove ramificazioni, potrebbe ottimizzare la sua capacità di 50 mc/s consentendo una miglior distribuzione delle risorse idriche, fronteggiando anche periodi come questo."

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Per quanto riguarda l'ordinanza firmata da Zaia viene stabilito che, per il periodo di validità dell’ordinanza, le utenze irrigue dovranno ridurre, a livello consorziale, il prelievo netto di portate derivate o subderivate dal fiume Adige, rispetto a quanto assentito dal decreto di concessione, in base alla portata media registrata giornalmente a Trento S. Lorenzo, secondo uno schema che prevede una riduzione percentuale progressiva a partire da 180 mc/secondo fino a 80 mc/s, al di sotto della quale la riduzione sarà del 100%.

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