Serodoli: protesta in vetta contro nuovi impianti "La montagna è sacra"

La SAT è tornata a Serodoli per ribadire il no alle nuove piste da sci: coma a marzo la contrarietà dell'associazione alpinistica, e di tanti amanti della montagna in genere, è netta. Si chiedono strategie alternative per un turismo sostenibile. Prsente la presidente della Comunità Ballardini che assicura: "Ancora tutto da decidere"

foto: Luca Facchini

Un nuovo ritrovo organizzato dalla Sat a Serodoli oggi: a causa della giornata non proprio ideale sono stati circa una quarantina i manifestanti che sono saliti sulla vetta che domina l'area sulla quale è previsto l'ampliamento delle piste da sci di Campiglio. Come per la manifestazione di marzo anche questa volta sattini, alpinisti ed amanti della montagna in genere hanno ribadito con forza la contrarietà al progetto in nome della salvaguardia dell'ambiente naturale unico che caratterizza la zona.

Questa volta era presenta anche la presidente della Comunità di Valle Ballardini che ha parlato ai manifestanti ricordando il ruolo del turismo per l'economia locale e spiegando come comunque il progetto di ampliamento sia ancora in fase tutt'altro che definitiva. Perplessità all'ampliamento degli impianti sono arrivate dai rappresentanti del Parco Adamello Brenta, oltre che della Sat e delle associazioni ambientaliste come Legambiente che quest'anno ha assegnato la "bandiera nera" delle Alpi proprio alla Comunità delle Giudicarie. Chi sostiene la contrarietà al progetto porta anche l'esempio negativo dei collegamenti Pinzolo-Campiglio e della pista Tulot, giudicate un fallimento anche dal punto di vista turistico. Insomma, se gli ampliamenti si fanno per favorire i turisti ma questi mostrano di non apprezzare, bisognerà cercare strategie alterative per un turismo sostenibile. 

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