Sanità: con i nuovi turni emergenze notturne solo a Trento, Rovereto e Cles

Alla vigilia dell'entrata in vigore della legge nazionale sui turni di riposo del personale sanitario la Provincia comunica la riorganizzazione di alcuni servizi. Il problema è legato alla sospensione delle collaborazioni con gli anestesisti difficili da reperire e necessari, naturalmente, anche per i parti

L'entrata in vigore delle nuove disposizioni nazionali in materia di turni di lavoro per il personale sanitario da domani, mercoledì 25 novembre, fanno temere per la qualità del servizio. Sindacati ed enti di categoria colgono la palla al balzo per denunciare la mancanza di circa 150-200 infermieri e 75 medici. Per quanto riguarda questi  ultimi l'assessore Luca Zeni oggi ha dato mandato all'Apss di procedere con nuove assunzioni,  "in modo da garantire un veloce ritorno alla piena funzionalità di tutti i reparti". Significa che da domani la "piena funzionalità di tutti i reparti" non ci sarà più. La  nuova legge nazionale cade anche in un periodo di intenso dibattito sulla chiusura, o ridimensionamento, di alcune strutture sanitarie periferiche (dibattito che la scorsa primavera costò il posto di assessore a Donata Borgonovo Re).

Alla vigilia del giorno cruciale la Provincia diffonde una nota in cui si annuncia che saranno garantiti tutti i servizi 24 ore su 24. In relatà gran parte delle emergenze, specialmente nella fascia notturna, saranno trattate a Trento. Il problema è strettamente legato all'operatività degli anestesisti negli ospedali di valle. Con la nuova disciplina molte aziende perifriche, si legge nella nota, hanno deciso di sospendere, nella fascia notturna, la collaborazione con liberi professionisti ed anestesisti "prestati", grazie ad una convenzione, dall'Azienda ospedaliera  di Verona e dall'Azienda  sanitaria di Este; i cosiddetti "gettonisti" ai quali l'Apss si rivolge a causa della consolidata difficoltà a reperire medici specialisti disponibili ad accettare incarichi per le sedi periferiche dell'Azienda".

Stando a quanto comunica nella nota l'attività specialistica ambulatoriale potrà subire riduzioni orarie in tutte le sedi ospedaliere; per quanto riguarda i punti di pronto soccorso di Arco, Cavalese, Tione e Borgo Valsugana le urgenze gravi in orario notturno, finora gestite nelle valli anche grazie ai "gettonisti", saranno dirottate a Trento tramite "l'efficente organizzazione dei traspporti sanitari in trentino", vale a dire in elicottero, anche con volo notturno. In pratica l'unico ospedale in grado di coprire le urgenze 24 ore su 24 sarà, naturalmente oltre a Trento e Rovereto, quello di Cles.

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Urgenze sono anche i parti: nei punti nascita di Cavalese, Tione e Arco, "pur garantendo l’assistenza ostetrica anche di notte, non potendo assicurare la presenza degli anestesisti in reperibilità notturna, non potrà essere assicurata la funzionalità del punto nascita nelle ore notturne - si legge nella nota -. Le partorienti potranno comunque essere prese in carico anche presso tali strutture, ed eventualmente accompagnate all’ospedale di riferimento per il parto in sicurezza nelle ore notturne". Gli ospedali di riferimento, anche in questo caso, sono Trento, Rovereto e Cles. Rimane confermata per certo solamente l'attività chirurgica programmata, in tutti gli ospedali. 

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