"Ci sarà un attentato a Rimini": quindicenne trentino denunciato per procurato allarme

Ha telefonato alla Pro Loco di un piccolo Comune romagnolo annunciando un attentato, in poche ore i carabinieri hanno bussato alla porta dei genitori

"Ci sarà un attentato terroristico nella zona di Rimini”. Una voce fredda, sicura e senza inflessioni scandisce le parole. Al ricevitore il presidente della Pro Loco di un piccolo Comune della Valmarecchia, in Romagna. Dall'altro capo del filo, si saprà poi, un quindicenne trentino.

Che cosa lo abbia spinto a mettere in atto il terribile scherzo rimarrà, forse, un mistero. Quel che è sicuro è che il minorenne, residente in Provincia di Trento, dovrà rispondere del reato di procurato allarme. Il responsabile della Proloco, dopo aver avvisato il Sindaco, anch'egli molto allarmato, è stato raggiunto e sentito dai Carabinieri. 

I militari in poche ore hanno individuato e rintracciato il telefono dal quale era partita la chiamata. L'utenza è risultata intestata ad un 51enne trentino, commerciante, incensurato. I Carabinieri romagnoli, della Compagnia di Novafeltria, hanno avvertito i colleghi di Trento, che all'una di notte hanno bussato alla porta dell'abitazione.

Di fronte ai militari, ed ai genitori, il 15enne ha confessato: "sono stati io, volevo solo fare uno scherzo". Ma perchè prendere di mira proprio il piccolo Comune della Valmarecchia? Il ragazzo avrebbe spiegato ai carabinieri di aver ideato lo scherzo un mese prima, quando si trovava in gita scolastica nella zona di Rimini. Altro non si sa.

Una storia dai contorni talmente incerti che  gli stessi Carabinieri, per precauzione, si sono accertati che il cellulare fosse davvero in uso soltanto al ragazzo quando è partita la chiamata e non vi fosse il coinvolgimento di altre persone, chissà con quali fini. Come detto il giovane è stato denunciato per procurato allarme e risponderà di fronte al Giudice della bravata.

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