Riforma della Cultura, FAI: "Dubbi di costituzionalità". Comuni contro la fusione delle biblioteche

Proseguono le audizioni sul Ddl dell'assessore, che propone la suddivisione i poli specifici dei musei provinciali, e la federazione delle biblioteche, oggi comunali

Dubbi sulla costituzionalità della "riforma Mellarini" nel campo della cultura: a sollevarli è il Fai che, citando l'articolo 117 della Costituzione, ricorda che la gestione dei beni culturali rientra nelle  prerogative dello Stato. Si tratta dell'ennesimo affondo, da parte dei maggiori attori culturali del panorama trentino, alla prroposta legislativa dell'assessore.

"L'ampio rimando che il ddl a future deliberazioni della Giunta per la normativa di dettaglionon ci convince, inoltre aggregare più o meno artificiosamente realtà piccole in funzione di uno sfruttamento più razionale delle risorse è un'ottima cosa, ma per il Trentino questo potrebbe significare il sacrificio di musei minori di grande importanza" ha spiegato la capodelegazione del Fai trentino Luciana De Pretis. 

Critiche, sul versantte della nascitura "federazione" delle biblioteche, dai Comuni. Il Consiglio delle Autonomie Locali propone di lasciare ai Comuni la responsabilità di collaborare nel settore dei servizi bibliotecari prevista dall'articolo 13 del ddl, senza prevedere gestioni associate obbligatorie in ambiti definiti dalla Provincia. 

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