Pro Loco, svolta nei contributi: saranno finanziate le più attive

Le associazioni crescono e la torta si riduce: dopo dieci anni è statariformata la procedura per la concessione di contributi alle Pro Loco. Saranno premiate per la "qualità" dell'attività e per il coinvolgimento dei soci

In dieci anni sono nate 20 nuove Pro Loco, e la torta da spartire è diventata più piccola: la provincia annuncia una svolta nei contributi e vara nuove norme per finanziare progetti in base alla qualità delle proposte. "L'incremento dei soggetti finanziati, dai 129 di dieci anni fa agli attuali 149 - spiega l'assessore al turismo e promozione Michele Dallapiccola - e la contrazione delle risorse a disposizione, impone una maggiore selettività nel sistema di concessione dei contributi, così come esplicitamente richiesto dalla stessa Federazione trentina Pro loco. L'obiettivo è quello di creare un sistema che incentivi un percorso di complessiva maggiore qualità nell'operato di ciascuna Pro loco".

Il protocollo tra Provincia e Federazione è stato siglato questa mattina. Le  domande di contributo, nella misura del 75 % della spesa ammessa, saranno distinte in due diverse tipologie: attività generica di accoglienza turistica, e attività di animazione turistica. La richiesta di finanziamento della prima, spiega una nota della Provincia, è propedeutica alla richiesta per la seconda, per cui ogni Pro loco non potrà fare richiesta di finanziamento per la sola "attività di animazione turistica".

Nel caso sorgessero nuove Pro loco nell'anno di presentazione della domanda di finanziamento, verrà loro assegnato un valore medio per ogni parametro valutato. Nessun contributo è invece previsto per le spese di funzionamento e di gestione di sedi e uffici, oneri finanziari, investimenti immobiliari, partecipazioni societarie, quote associative o spese di commercializzazione. Il limite minimo di spesa prevista è 1.500 euro.

"Si tratta di parametri - spiega ancora Dallapiccola - che seguono i principi del massimo coinvolgimento degli associati, dell'attività duratura nel tempo e del continuo miglioramento. Ad esempio si terrà conto di quante riunioni ha fatto il direttivo, del tasso di ricambio dei suoi membri, se vi sono state o meno interruzioni nell'attività, se si dispone di una struttura organizzativa stabile per la gestione di eventi, se gli associati hanno partecipato o meno ad attività formative, e naturalmente anche del "volume" dell'attività misurato sulle uscite effettive annuali".

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