Otto richiedenti asilo arrestati per spaccio

Una fitta rete di contatti Whatsapp con consumatori della città e delle valli. Oltre che in Santa Maria Maggiore e Piazza Dante gli scambi avvenivano anche nel parco del Muse

Otto richiedenti asilo arrestati in flagrante dalla Squadra Mobile di Trento per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Le indagini hanno preso le mosse dalle precedenti operazioni "Bombizona" e "Mandinka" che, nel febbraio 2017 e nel giugno 2018, avevano scardinato un vasto giro di droga Tra Trentino e Veneto, che vedeva coinvolti in gran parte richiedenti asilo. 

L'operazione scaturita da quelle indagini è stata denominata "Predatori" per le particolari modalità con le quali gli spacciatori "assoldavano" persone tossicodipendenti in Trentino, arrivando a creare un'efficacissima rete via Whatsapp grazie alla quale si segnalava anche la presenza delle forze dell'ordine in determinati luoghi di spaccio, dalla zona attorno a Santa Maria Maggiore fino al Parco delle Albere, a pochi passi dal celebre museo delle scienze di Trento.

Durante le fasi finali delle precedenti operazioni, scrivono gli inquirenti, era chiaramente emerso che un nuovo gruppo di spacciatori era pronto per prendere il posto dei "colleghi" arrestati e portare avanti la gestione di una fetta consistente del mercato degli stupefacenti a Trento. L'operazione ha preso il via nei primi giorni di marzo: 12 i richiedenti asilo denunciati, alcuni dei quali accolti in Trentino. Gli arresti, per otto di loro, sono scattati il 16 aprile scorso e sono proseguiti nei giorni successivi. 

Due i punti di forza dell'organizzazione: la rete creata, come detto, con i consumatori locali, alcuni anche delle valli. Una clientela quindi "fidelizzata" che garantiva entrate costanti e soprattutto permetteva di fissare i luoghi dello scambio lontano da occhi indiscreti. In secondo luogo il fatto, per alcuni degli arrestati, di non risiedere stabilmente in Trentino faceva loro pensare di poter eludere più facilmente i controlli.

Controlli che, invece, sono stati rafforzati in collaborazione con la Polizia Ferroviaria, su treni e pullman a lunga percorrenza, arrivando così ad intercettare molti "pendolari", sia tra i clienti che tra i venditori. Le sostanze in questione erano prevalentemente eroina e marijuana. Gli inquirenti non hanno reso nota, finora, la quantità complessiva di sostanza sequestrata nel corso di 11 perquisizioni personali. 


 

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