Punto nascita di Cavalese: chiesta al Ministero la riapertura immediata

La richiesta del presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e dell’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni al Ministro della salute Giulia Grillo è stata inoltrata formalmente al Ministero

Le condizioni per la riapertura del punto nascita dell’ospedale di Cavalese ci sono, ora il Ministero si attivi rapidamente in tal senso per garantire un presidio fondamentale per la comunità delle Valli di Fiemme e Fassa. La richiesta del presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e dell’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni al Ministro della salute Giulia Grillo è chiara ed è stata inoltrata formalmente al Ministero. La soluzione proposta al Ministro prevede una riapertura in tempi rapidi del punto nascita: procedere con i lavori sul blocco travaglio/parto con la costruzione della sala chirurgica dedicata all'emergenza ostetrica e riattivare in contemporanea l'attività del punto nascita; in attesa della fine dei lavori - il cui iter è stato avviato da tempo e si concluderà nel giugno 2019 -, saranno utilizzate le sale chirurgiche dell'ospedale attraverso un'opportuna programmazione degli interventi e senza pregiudicare l'attività chirurgica. 

Già avviata la predisposizione per la seconda sala parto, che sarà pronta entro due mesi. La Giunta provinciale ha sempre sostenuto con chiarezza la necessità di salvaguardare i servizi sanitari sul territorio, coniugando la necessità di garantire casistica e qualità dei servizi erogati con le caratteristiche tipiche di un territorio di montagna come il Trentino. Su questa linea si è cercato sempre di salvaguardare fondamentali presidi sul territorio come i punti nascita, nel rispetto ovviamente degli standard relativi alla sicurezza di partorienti e nascituri previsti dalla normativa nazionale. 

Le richieste - alternative tra loro - di riapertura del punto nascita di Cavalese trasmesse al Ministero sono state approvate dalla Giunta provinciale lo scorso 20 luglio. In sostanza, si chiede al Ministero di riaprire il punto nascita alle stesse condizioni operative (di personale) e strutturali a suo tempo presenti a Cavalese al momento della concessione della deroga nel giugno 2016. Oltre a questo si chiede di poter fruire delle prestazioni mediche specialistiche di ginecologia, anestesia e pediatria con formula in pronta disponibilità anziché in guardia attiva.

In subordine, si chiede al Ministero di poter riaprire comunque a prescindere dalla presenza del requisito strutturale della sala operatoria per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio/parto, in quanto superabile temporaneamente attraverso le procedure gestionali dell’evento “parto” e di connessa emergenza indicate in appositi protocolli predisposti dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Considerato che le procedure di appalto per i lavori di realizzazione della sala sono già state avviate da tempo, con la previsione di realizzarla entro giugno 2019.
 

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