Venti posti letto per chi è stato dimesso ma non può tornare a casa

Nasce la Rete riabilitativa provinciale, con un apposito sistema informatico ed un elenco aperto anche alle strutture private. La prima sperimentazione all'Apsp De Tschiderer prevede 20 posti letto

Venti posti letto disponibili per chi deve essere dimesso dall'ospedale ma, per differenti ragioni, non può ancora tornare a casa. E' con questo obiettivo che è stata creata la Rete riabilitativa provinciale che metterà in contatto le varie strutture pubbliche e private presenti sul territorio. La sperimentazione partirà a breve all'Apsp Beato de Tschiderer di Trento. Si parla dunque di "cure intermedie" e "alternative" al  ricovero ospedaliero, per un periodo di 15 giorni.  "Non si tratta - ha spiegato l'assessore Zeni - di costruire nuovi luoghi di cura, quando piuttosto di individuare possibili soluzioni all'interno di strutture esistenti come le Rsa o gli stessi ospedali".

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E' stato inoltre creato un registro unico delle strutture riabilitative, unico sarà anche il sistema informatico tramite il quale le diverse realtà potranno comunicare, realizzato grazie ad un finanziamento straordinario di 100.000 euro. Stop infine alla "fuga" dei pazienti fuori dalla provincia, con ulteriori risorse messe a disposizione per le strutture private accreditate, alle quali la Giunta ha dato mandato di attivarsi per recuperare la mobilità passiva.

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