Trovare l'acqua sulle lune di Giove, c'è anche l'ateneo trentino

Uno dei principali strumenti della missione europea sarà un radar che in questi anni è stato studiato da un team di scienziati internazionali sotto la guida del professor Bruzzone, del Disi dell'Università di Trento

Ci sarà anche un po' di Università di Trento nella missione spaziale Juice dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea, alla ricerca di tracce di vita tra le lune ghiacciate di Giove. Uno dei principali strumenti della missione sarà un radar che in questi anni è stato studiato da un team di scienziati internazionali sotto la guida del professor Lorenzo Bruzzone del dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'Informazione (Disi) dell'Università di Trento. Il radar sounder, studiato dal Laboratorio di telerilevamento del dipartimento di Ingegneria e Scienze dell'informazione coordinato dal professor Bruzzone, è uno strumento capace di osservare direttamente da satellite quello che avviene al di sotto della superficie delle lune ghiacciate fino ad una profondità di almeno 9 km. Lo strumento, oltre a studiare la geologia e la geofisica sottosuperficiale delle lune ghiacciate, ha il compito fondamentale di identificare l'eventuale presenza di acqua negli strati sottosuperficiali di Ganimede e di Europa.

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