Lupi: in un anno 70.000 euro di danni. Fugatti convoca Prefetto e Questore

Saranno coinvolte maggiormente le forze dell'ordine, a preoccupare maggiormente è il branco dei Lessini: 27 esemplari tra Trentino e Veneto

"Non possiamo accettare che i lupi possano arrivare così vicini alle case, nel fondovalle. I cittadini non possono correre simili rischi". Questo il commento del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti al termine del tavolo, da lui convocato, sulla presenza del lupo in Trentino  dopo il caso dll'attacco ad un gregge, con l'uccisione di tre agnellini, avvenuto per la prima volta in un fondovalle abitato, vicino ad Ala.

Fugatti ha parlato di un "problema sicurezzza", queste le  parole usate, legato  al lupo in alcune zone trentine: alta Val di Fassa, alta Val di Non e, chiaramente, Ala. I sindaci dei rispettivi comuni  sono stati convocati insieme al prefetto Sandro Lombardi, al procuratore Sandro Raimondi ed al questore Giuseppe Garramone. “Intendiamo affrontare la criticità lupi in maniera seria e strutturata - ha ribadito il presidente - Abbiamo coinvolto del problema il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, cosa che nessuno prima di noi aveva fatto. La presenza del lupo in Trentino non è più circoscrivibile all’ambito ambientale, agricolo o forestale ma sta diventando un problema di ordine pubblico e di sicurezza. Il fatto che il Commissario del Governo abbia convocato il comitato in soli tre giorni, è un passo in avanti concreto”.

L’incontro

Nel suo intervento, il prefetto Sandro Lombardi ha assicurato che sulla questione lupo sarà intrapreso un percorso articolato, anche con “soluzioni pratiche” (prevenzione e informazione verso i cittadini), in quanto il fenomeno tocca aspetti diversi, regolamentati con misure ed interventi diversificati. Inoltre il prefetto ha rivolto l’invito al Questore di coordinate un tavolo tecnico, composto dalle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia locale dei Comuni interessati agli avvistamenti), oltre ai corpi provinciali dei vigili del fuoco e della forestale. Contemporaneamente, ha spiegato, si dovranno intensificare sugli stessi territori i servizi di vigilanza e segnalazione. 

I sindaci

Dai tre sindaci è arrivata la richiesta, in particolare, di informazione: “Non facciamo allarmismi - hanno ribadito gli amministratori - ma i cittadini chiedono una corretta informazione, per poter vivere in tranquillità e serenità”. A Rumo, l’area interessata dai lupi è di circa 162 chilometri metri quadrati ed è già stato attivato il servizio di controllo: la lupa è già radiocollarata. “L’anomalia - ha continuato la sindaco Michela Noletti - è la vicinanza al centro abitato degli avvistamenti e il cambio di abitudini orarie, dalle ore notturne a quelle del primo mattino, degli spostamenti”. Ad Ala, come già detto, la predazione avvenuta a meno di 200 metri dalla frazione di Marani. “Nonostante le rassicurazioni degli esperti - ha detto il sindaco Claudio Soini - tra le popolazioni c’è preoccupazione ed è per questo che riteniamo importante essere presenti oggi in Comitato”. 

I lupi in Trentino

Oggi in Trentino  si registrano 7 branchi per una cinquantina di esemplari: 27 nell’area dei Monti Lessini (4 branchi), 18 esemplari in val di Fassa (2 branchi) e 7 lupi in Alta val di Non , raccolti in un solo branco). Nel 2018 sono stati registrati 69 casi di danni per un valore di oltre 70 mila euro. Un paragone: secondo i dati presentati in Comitato, in Appenino vivrebbero circa 2 mila lupi mentre nelle Alpi stazionerebbero un centinaio di branchi.

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