Punto nascita, Cavalese non molla

Più di mille persone ieri al Palafiemme per partecipare all'incontro "Quale futuro per l'ospedale di Fiemme": fischi all'indirizzo di Zeni e Bordon, polemica sulle parole di Gianfranco Jorizzo del Comitato Percorso nascita del Ministero della salute

Cavalese non molla. Erano in più di mille ieri al Palafiemme per partecipare all'incontro "Quale futuro per l’ospedale di Fiemme”, organizzato dai comuni di Fiemme e Fassa, dalla Comunità territoriale di Fiemme, dalla Magnifica Comunità e dal Comun General
de Fascia. Inevitabili i malumori e i fischi all'indirizzo dell'assessore alla salute Luca Zeni e del direttore dell'Azienda Sanitaria Paolo Bordon, che hanno ribadito il massimo impegno per la riapertura del punto nascita.

Il confronto più atteso è stato però quello con il coordinatore nazionale del Comitato Percorso nascita del Ministero della salute Gianfranco Jorizzo che ha parlato degli standard di sicurezza insostenibili per una struttura con quella dell'ospedale di Fiemme.
Le affermazioni non sono piaciute al pubblico in un incontro a tratti teso in cui il sindaco di Cavalese, Silvano Welponer, ha dovuto cercare di calmare gli animi.

I cittadini di Fiemme e Fassa sono tornati a chiedere spiegazioni sulla deroga mantenuta a Cles, anch'esso sotto lo standard dei 500 parti all'anno. Jorizzo ha risposto che anche l'ospedale della Val di Non viene monitorato ogni sei mesi.
Zeni ha spiegato che la ricerca di medici prosegue e che si sta lavorando con Lombardia e Veneto per avere una deroga sui territori di montagna.

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