Protonterapia: manca l'accordo sulla mobilità tra regioni e intanto a Roma apre un altro centro

L'inserimento nei livelli assistenziali garantiti non è ancora effettivo. "Bisogna sfruttare il vantaggio di essere stati i primi" spiega l'assessore Zeni

Il centro di Protonterapia di Roma può essere uno stimolo competitivo, ma si deve sfruttare il vantaggio di essere partiti prima. Questa la dichiarazione dell'assessore alla Sanità Luca Zeni sulla notizia, uscita un paio di settimane fa, dell'apertura di Proton4Life, il nuovo centro di terapia protonica del Policlinico Gemelli di Roma, che potrebbe rubare ill primato al centro trentino.

Un vantaggio, quello di essere il primo centro del genere in Italia, non facile da sfruttare, come auspica l'assessore. L'inserimento nei Lea, i livelli di sanità gratuita individuati dal Ministero nel 2017, deve ancora diventare effetivo. Quando lo sarà, com'è noto, permetterà a tutti i cittadini italiani di accedere alla protonterapia in maniera gratuita aumentando così il numero di pazienti del centro trentino. 

Il consigliere del Patt Walter Viola ha presentato un'interrogazione per chiedere quali siano i tempi per l'entrata in vigore del riconoscimento ministeriale. "Manca il decreto interministeriale sull’aspetto economico per la mobilità tra regioni". Questa la risposta. In poche parole, dopo tre anni di attività il centro non entrerà a pieno regime a breve. Convenzioni sono già state stipulate con alcune regioni ed ora, comunica l'assessore, i pazienti sono aumentati tanto da far istituire un secondo turno pomeridiano di cure. 

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