Protesta dei profughi a Marco, Zeni: "Frustrazione comprensibile, ma ci sono anche molte opportunità"

L'assessore Zeni: "Frustrazione comprensibile ma sta agli stessi migranti cogliere le molteplici opportunità del sistema di accoglienza trentino"

"Una protesta che, pur contenuta nei toni, fatica a risultare comprensibile per la nostra comunità”. Così l'assessore Luca Zni commenta, in un comunicato stampa, la protesta di questa mattina al campo della Protezione Civile di Marco, dove sono ospitati 230 richiedenti asilo, alcuni da quasi due anni. Un numero che, sottolinea l'assessore, è comunque minore della capienza massima: non si può quindi parlare di sovraffollamento. 

"Un approccio propositivo da parte di chi è accolto è requisito fondamentale - prosegue l'assessore - Il disagio che deriva dal vivere nei container è comprensibile e i tempi dell'iter della domanda di protezione internazionale possono avere conseguenze sul vissuto dei migranti, ma sta agli stessi richiedenti asilo superare il possibile senso di frustrazione cogliendo le molteplici opportunità formative del progetto trentino". 

La protesta si è svolta in maniera del tutto pacifica, ed è stata più che altro un modo per attirare l'attenzione sul problema, in un periodo in cui, complice il freddo, le condizioni di vita nel campo appaiono  sicuramente più dure agli ospiti. Verso mezzogiorno i circa 80 manifestanti hanno sciolto il presidio al cancello del campo, ed hanno preso parte ad un incontro con il direttore del Cinformi La Spada. La richiesta più sentita è quella di tempi pipù brei per l'iter di valutazione della domanda di protezione internazionale. 

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