Fridays for Future: meno persone delle altre volte e striscione anti-Valdastico

Una folla ridimensionata rispetto alle altre volte, ma ugualmente festosa e colorata. Per un giorno la rotatoria di Trento Centro libera dalle auto

"Block Friday" contrapposto all'ormai annuale Black Friday, simbolo globale del consumismo. I ragazzi e le ragazze di Friday for Future sono scesi in piazza in tutto il Mondo, ed anche a Trento, venerdì 29 novembre per la Quarta Marcia per il Clima. Non c'è stato il tanto temuto blocco della città, ma solo perchè il Comune aveva disposto in anticipo la chiusura delle uscite della tangenziale di Trento Centro e Pidicastello. In ogni caso i numeri non sono quelli della folla colorata e festante che ha invaso il centro città nei precedenti scioperi per il clima, in particolare nella prima e nella seconda marcia.

Meno di un migliaio, forse 700 i manifestanti che, partiti da via Verdi, hanno percorso la riva destra dell'Adige per poi bloccare la rotatoria di Trento Centro, simbolo del traffico cittadino. Colorata e festosa, però, sì: ad animare il presidio sono stati trampolieri, musicisti, un'intera band di percussioni, e c'è stata anche una partita di calcio improvvisata. La rotatoria, per un giorno, anzichè essere invasa dalle auto è il luogo di una piccola festa.

Fridays for Future: blitz contro Benetton in centro

Appare ormai evidente il legame con alcune delle battaglie ambientaliste portate avanti in provncia, una su tutte quella della Valdastico. Verso il termine della manifestazione alcuni attivisti del Centro Sociale Bruno hanno affisso un grande striscione su una delle torrette segnaletiche della A22: "Fugatti vali meno del 4%. No Valdastico Nord".

Valdastico: al "referendum" i residenti dicono 'no'

Il messaggio è chiaro, come è chiaro lo schieramento del movimento contro l'attuale Giunta leghista in Trentino. Lega che, del resto, ricambia con comunicati, se non proprio di condanna, quantomeno di sarcastico scetticismo rispetto al movimento. Già nei giorni scorsi lo striscione affisso all'Albero di Natale in piazza Duomo puntava il dito contro il "turismo fast" dei mercatini e delle piste da sci, colonne portanti dell'economia trentina.

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