Richiedenti asilo arrestati per stupro, espulsi dall'accoglienza provinciale

Dura condanna di Ugo Rossi e Luca Zeni, la Lega chiede l'espulsione dall'Italia. I tre sono in carcere con l'accusa di aver violentato una connazionale

Sono stati espulsi dal  programma di accoglienza provinciale i tre richiedenti asilo nigeriani in carcere con l'accusa di  violenza sessuale di gruppo dopo essere stati identificati dalla polizia e riconosciuti dalla vittima, una connazionale in visita a dei parenti a Trento. I tre arrestati hanno tra i 19 ed i 28 anni. Due di loro vivevano nei centri di accoglienza di Trento, le residenze Fersina e Brennero, mentre un terzo viveva autonomamente in un appartamento.

"L'ospitalità all’interno della comunità trentina è condizionata imprescindibilmente al rispetto delle regole e su questo non possono essere fatte deroghe. Chi non rispetta le più basilari regole di convivenza non può essere ospite nel nostro territorio. Chiediamo agli organi statali di essere rigorosi nell'applicazione della legge, nell'accertamento delle responsabilità e per la commutazione di adeguate pene" si legge nel messaggio firmato dal Presidente della Provincia Ugo Rossi e dall'assessore Luca Zeni, diffuso dall'Ufficio stampa provinciale, nel quale si esprime la totale condanna del gesto.

In questo momento è in corso il presidio davanti alla Residenza Fersina della Lega Nord, che chiede l'espulsione dall'Italia dei tre, che come detto si trovano in carcere. Anche il Partito Demmocratico ha da subito espresso "la  più ferma condanna" del gesto, oltre alla sentita solidarietà allla vittima, invitando però a "non fare di tutta l'erba un fascio".

"Non trasformiamo in colpe collettive quelle che sono responsabilità penali personali. Quanto accaduto è un fatto gravissimo, ma è un fatto eccezionale, che non può in alcun modo tradursi in generalizzazioni o farci retrocedere da un progetto diffuso di accoglienza ed integrazione che non ha finora creato problemi di criminalità e che costituisce un esempio positivo in Italia e in Europa" si legge nella nota.

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