Muse: le guide assunte con contratti precari, molti stanno lasciando il posto

Diaspro (Cgil): "Nessuna risposta dall'assessore Bisesti. Gli operatori sono in gran parte giovani e laureati, molti se ne stanno andando"

Laureati, per la maggior parte giovani, seguono bambini e visitatori nel museo e nelle attività esterne fornendo un servizio di alto livello e contribuendo non poco ai numeri da record del Muse. Molti di loro, tuttavia, sono pagati alla stregua di custodi e con contratti che non lasciano spazio alla pianificazione di un futuro professionale e personale.

SRono gli oltre 200 collaboratori del Muse. Inquadrati professionalmente con un contratto da cooperative e non, come vorrebbe il loro ruolo, con quello più consono di Federcultura. Il problema risale ai primi mesi del 2018, con l'appalto esterno per tutto il personale didattico. A più di un anno di distanza l'assessore alla Cultura è cambiato ma lasituazione rimane la stessa.

La Cgil chiede un incontro urgente con l'assessore Mirko Bisesti per riportare l'attenzione sui precari del museo e dare il via ad un tavolo di contrattazione. "Ad oggi nonostante i nostri solleciti non abbiamo ottenuto nessuna risposta. Riteniamo, invece, che un’eccellenza culturale qual è il Muse per nostro territorio non possa continuare a gestire in questo modo una parte importante delle proprie risorse umane" denuncia Luigi Diaspro della Cgil Fp.

Sebbene il sindacato punti il dito contro l'esternalizzazione, ormai cosa fatta, la soluzione potrebbe essere quella di un contratto integrativo concordato con la Provincia che possa riportare la busta paga e le tutele al giusto livello. Prima che sia troppo tardi: "Sono molti gli operatori e le operatrici che, lo ricordo sono giovani preparati, hanno lasciato il loro posto di lavoro per prospettive migliori e altri lo faranno se non arrivano risposte” conclude Diaspro.

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