FEM: i pigmenti della frutta rossa arrivano subito al cervello, e fanno bene

La frutta rossa "dà subito alla testa": i pigmenti di more, lamponi, ribes e prugne, ma anche uva rossa, sono tra le poche "autorizzate" ad oltrepassare la barriera emato-encealica

I pigmenti rossi e blu di more, lamponi, ribes, ciliegie, prugne e uva rossa puntano direttamente al cervello. La proprietà di queste particolari molecole è stata studiata dai ricercatori della Fondazione Edmund Mach e dell'Università di Trieste. La scoperta, che verrà pubblicata prossimamente sulla rivista inglese Scientific Reports, è legata alla cianidina 3-glucoside, uno dei più comuni pigmenti rossi della frutta (ma è presente anche nel riso nero), che riesce ad attraversare istantaneamente la membrana cellulare dei capillari che portano sangue al cervello.

Una scoperta simile fu fatta anni fa per quanto riguarda l'etanolo, che fu subito bandito proprio per la velocità  con cui tali molecole riuscivano a penetrare nel tessuto cerebrale. In questo caso, naturalmente, gli effetti sono invece benefici e darebbero luogo addirittura a processi neuro-protettivi.

A stupire ancora di più è il fatto che la membrana emato-encefalica sia superselettiva: più del 98% delle restanti molecole presenti nel sangue è bloccato, poichè il sistema nervoso centrale non può subìte variazioni chimiche troppo veloci e repentine. I pigmenti della frutta a buccia rossa e blu fanno invece eccezione: sono tra i pochi "eletti" autorizzati ad oltrepassarla. Un incentivo non da poco al consumo di piccoli frutti e prugne nonchè, in moderata quantità, di vino rosso. 

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