Rifiuti, nuovo piano: residuo fuori provincia e chiusura delle discariche

Accordi di programma con le regioni vicine per conferire, da subito, il rifiuto indifferenziato trentino in termovalorizzatori. Prevista la chiusura di 6 delle 8 attuali discariche mantenendo solo Ischia Podetti e/o Lavini

La discarica della Maza

Accordi di programma con le regioni vicine per conferire, da subito, il rifiuto indifferenziato trentino (circa 70.000 ton/anno, in diminuzione) in termovalorizzatori. Lo prevede il quarto aggiornamento del Piano di smaltimento dei rifiuti, approvato in via preliminare dalla Giunta provinciale. Un piano che la realizzazione di un impianto centralizzato di produzione di Css, cioè Combustibile solido secondario (da circa 50.000 ton/anno di potenzialità) nel sito di Ischia Podetti e la costruzione di un secondo impianto di produzione a potenzialità ridotta (circa 15.000 - 20.000 ton/anno) per il recupero della discarica “Iscle” di Taio e per il contestuale trattamento del rifiuto indifferenziato della Valle di Non. Dal momento in cui i rifiuti indifferenziati verranno avviati fuori provincia o trattati poi nell’impianto di produzione di Css, è prevista la chiusura di 6 delle 8 attuali discariche (entro il 2015, questo l'auspicio) mantenendo in esercizio, per eventuali emergenze, le sole discariche di Ischia Podetti a Trento e/o Lavini di Rovereto.

Per quanto riguarda la gestione del rifiuto organico raccolto in modo differenziato, l’aggiornamento prevede, a completamento dell’attuale sistema impiantistico ora organizzato lungo l’asta dell’Adige (per una potenzialità complessiva pari a 40.700 ton/anno), la valutazione di eventuali proposte puntuali che vengano presentate per la copertura del fabbisogno di trattamento ancora sussistente, corrispondente alla produzione del Trentino Sud Occidentale e del Trentino Orientale, per un totale di circa 20.000 ton/anno.

In generale la raccolta differenziata è passata dal 21,3% del 2002 al 71,4% di fine 2012. Questa performance notevole ha determinato un inevitabile cambio di scenario per quel che attiene al destino del rifiuto residuo, la cui quantità è in continua diminuzione. Dall’ultimo dato rilevato a novembre 2013 si attesta, a livello provinciale, poco sopra le 70.000 ton/anno, corrispondenti a 121 kg/anno per abitante equivalente. Per questo si è deciso di aggiornare ulteriormente il piano, con l'incognita dei Css.

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