Polizia Postale: pedofilia, un suicidio evitato, crimini finanziari ma anche 103 truffe "ordinarie"

Il bilancio della Polizia Postale del Trentino Alto Adige, che da quest'anno si avvale anche del nuovo Nucleo Operativo Sicurezza Cybernetica

Più l'utilizzo di internet entra nelle relazioni, personali ma anche pubbliche e commerciali, più aumentano truffe, raggiri, violazioni ed altri crimini. Di pari passo aumenta anche l'attività della Polizia postale all'interno della rete: l'attenzione rimane altissima riguardo a crimini orrendi quali pedopornografia ed adescamento, ma anche la mole di "ordinarie" truffe via  web è impressionante.

Tra le tante azioni intraprese nell'anno dal comparto di olizia Postale di Trento ce n'è anche una che ha salvato la vita di una minorenne trentina. La ragazza aveva lasciato sui social network un messaggio inequivocabile. La prontezza degli agenti ha permesso di fermarla  poco prima che si togliesse la vita.

Gli adolescenti, primi utilizzatori delle nuove tecnologie, ne sono spesso anchele  prime vittime. Sono 7 le denunce per adescamento di minori in rete effettuate nel 2018 dalla Polizia Postale del Trentino Alto Adige. In alcuni casi l'obiettivo non è solamente di natura sessuale, ma grazie alle confidenze intime carpite in nere può nascondere un ricatto.

Ben 49 i siti iscritti nella "black list" per presenza di contenuti illeciti, 38 le indagini per detenzione e  diffusione di materiale pedopornografico, 13 le perquisizioni effettuate, 20 le denunce alle quali si aggiungono un arresto ed un divieto di avvicinamento. Altro tema particolarmente delicato quello del cyberbullismo: 20 le segnalazioni trattate in un anno, la maggior parte su iniziativa della scuola. 

Come detto non mancano truffe e frodi: 1300 i casi segnalati da enti pubblici e privati, trattati dal neo-costituito Nucleo Operativo di Sicurezza Cybernetica di Trento e Bolzano. Nove gli attacchi hacker a siti pubblici e privati. A tal proposito la Polizia Postale segnala che "le maggiori vulnerabilità sono da ricercarsi nella scarsa attenzione nella gestione dei contenuti e nel ritardo nell’aggiornamento dei sistemi e dei software utilizzati da parte degli amministratori". Quindi i gestori dei siti devono essere i primi ad attivarsi per proteggerli.

In alcuni casi i malviventi sono riusciti a dirottare soldi, virtuali ma purtroppo reali, verso conti correnti diversi con finte mail da parte di fornitori o altre frodi del genere. Nove i casi denunciati, per un danno complessivo di 300.000 euro. Impressionante, infine, il numero di truffe ordinarie moltiplicate esponenzialmente dalla rete: 348 denunce nei confronti di 103 persone, in un anno. 

Di particolare rilievo in questo settore è stata una nuova forma di raggiro chiamata “pagare per vendere” che si è concretizzata negli ultimi mesi del 2018. Dopo aver messo in vendita un bene su internet, l’ignaro venditore viene contattato dall’ingannevole acquirente che richiede di effettuare il pagamento del bene attraverso una movimentazione elettronica di denaro con carta bancomat o postamat. Il truffatore convince il venditore a recarsi presso uno sportello automatico per effettuare un’operazione di “ricarica” della propria carta. Il raggiro però sta proprio in questa ingannevole disponibilità in quanto l’operazione che il malfattore fa compiere al venditore non è di accredito ma bensì di addebito sulla propria carta a beneficio di una carta indicata dal criminale. 

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