Passo Rolle: dai 42 milioni di euro del 2015 allo smantellamento?

La proposta di smantellare gli impianti per creare un "paradiso outdoor" è un'inversione di rotta rispetto ai 42 milioni di euro stanziati nel 2015 per il rilancio turistico. Sospesa tra le due proposte c'è anche la strada "antivalanghe"

Il futuro del Passo Rolle appare quantomai incerto: la proposta del patron de La Sportiva Lorenzo Delladio (che proprio nei giorni scorsi è divenuto azionista unico dell'azienda di calzature sportive) di smantellare gli impianti per creare un "paradiso outdoor" dedicato a forme di turismo alternative allo sci sembra un'inversione di rotta rispetto al Protocollo d'Intesa da 42 milioni di euro firmato dalla Giunta provinciale e dai sindaci dei Comuni del Primiero che prevedeva un rilancio della zona proprio in chiave sciistica con l'ampliamento di alcune piste esistenti (Malga Ces, Val Cigolera, Valbonetta, Ces e Tognola), un nuovo impianto a fune ed una pista di collegamento tra San Martino ed il passo e l'ampliamento del bacino di accumulo per la neve artificiale.

Il protocollo risale all'aprile del 2015. La proposta di smantellare tutto entra a gamba tesa in un lungo braccio di ferro tra amministrazione provinciale ed amministrazioni locali per il rilancio, con conseguenti stanziamenti, di quella che un tempo era una delle mete più prestigiose delle Dolomiti. Ora si parla di smantellare tutto? Delladio fa sul serio ed ha già annunciato di essere pronto ad acquisire le quote della Sir, la società che gestisce gli impianti. Secondo alcune anticipazioni apparse sulla stampa sarebbe addirittura già in corso il declassamento dell'intera area a "stazione sciistica d'interesse locale".

Una schizofrenia che ha creato non poca confusione nell'opinione pubblica. Anche per questo è stata convocata una seduta del consiglio comunale di Primiero San Martino di Castrozza (nato dalla fusione di Fiera, Transacqua e Tonadico dopo il referendum) interamente dedicata al passo Rolle. C'è anche un altro aspetto ddella vicenda che preoccupa più da vicino non solo gli operatori del settore ma molti residenti: il Protocollo del 2015 prevedeva anche le risorse necessarie per la cosiddetta "variante del Rolle", ovvero un tracciato alternativo (i progetti sono in realtà due, uno  prevede na galleria e l'altro una tettoia in cemento armato) per garantire l'apertura 365 giorni all'anno della strada, immancabilmente chiusa per valanghe ad ogni nevicata (ce ne siamo occupati in questo articolo, clicca qui). In pratica, se il piano di rilancio generale dell'area dovesse saltare ci sarebbe il rischio di veder andare in fumo anche il progetto della variante, con i conseguenti disagi attuali della "strada delle valanghe", a dispetto delle 2000 firme consegnate al sindaco nel maggio 2016. E' su questo punto che si giocherà la partita del passo Rolle: chi pensa ad un rilancio, sciistico o no, dovrà anche garantirne l'accessibilità tutto l'anno.

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