Due cognomi diversi sul passaporto: il caso dei gemelli trentini in Commissione europea

Il caso dei due gemelli e della sorella, figli dell'avvocato Schuster, che in Italia non possono avere il cognome della madre nonostante il decreto del 2013. La famiglia si prepara a chiedere i danni allo Stato

La data di nascita dei due gemelli, figli della coppia Schuster-Guidolin, avrebbe dovuto portar loro fotuna: il 7 febbraio 2014 è infatti entrato in vigore il decreto legislativo dell'anno precedente che permetteva di dare ai figli sia il cognome del padre che quello della madre. La "buona stella" però non è bastata, non a Trento almeno. La richiesta fu negata e l'anagrafe comunale assegnò d'ufficio il patronimico.

A riferire i fatti è il padre, l'avvocato Alexander Schuster, noto per le sue battaglie nel diritto di  famiglia e di genere. Difesi dall'avvocato Mauro Bondi i coniugi Schuster-Guidolin presentarono ricorso. Il Tribunale di Trento, senza nemmeno fissare udienza, l'istanza. "Il collegio giudicante relegò poi gli argomenti di diritto dell’Unione a semplici “disquisizioni”, nonostante una chiara sentenza della Corte di giustizia " racconta Schuster, che torna sull'argomento dopo la sentenza di  ieri della Corte di Cassazione, clicca qui...

Il caso si complica dal momento che i due gemelli hanno la doppia cittadinanza italo-tedesca. Dopo alcuni  mesi si ottenne l'autorizzazione, dal Commissariato del Governo, ad adottare il doppio cognome, soluzione accettata dallo Stato Civile tedesco senza problemi. Per la Corte d'Appello di Trento il caso era dunque chiuso, avendo la coppia ottenuto giustizia per altre vie, le spese legali rimangono però tutt'ora in campo alla famiglia. E' per questo motivo che la coppia si rivolgerà ora alla Commissione europea per chiedere i danni alla Repubblica Italiana. 

Il problema si ripresenta con la nascita, nel maggio scorso, della terzogenita, che ha addirittura due cognomi, curiosamente invertiti a livello linguistico: Schuster sul passaporto italiano e su quello tedesco “Guidolin”. il Sindaco di Trento mantiene fede al principio patriarcale- spiega Manuela Guidolin, la madre -. Visto che per l’Italia occorre continuare a subire questa violazione dei diritti per avere giustizia  oggi nostra figlia deve convivere con due identità e due passaporti. E allo stato civile fratelli e sorelle hanno cognomi diversi, con buona pace dell’unità famigliare”.

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