Elicottero e auto medica fermi e anestesista impegnato: parto 'di fortuna' a Cavalese

L’elicottero che non decolla per il brutto tempo, l’auto medica che non parte da Trento perché indisponibile, come l’anestesista, già impegnato in sala operatoria. E una bimba da far nascere. Lo scrive in una interrogazione la Civica Trentina

L'ospedale di Cavalese

L’elicottero che non decolla per il brutto tempo, l’auto medica che non parte da Trento perché indisponibile, come l’anestesista, già impegnato in sala operatoria. E una bimba da far nascere. Questo è quanto sarebbe avvenuto ad una coppia che si è presentata all'ospedale di Cavalese martedì 6 marzo, alle 19.07. A raccontarlo è il consigliere provinciale della Civica, Claudio Civettini, che sull'argomento ha presentato una interrogazione in cui chiede alla Giunta provinciale di confermare l'accaduto. La storia si è conclusa con un lieto fine: "Grazie alla professionalità delle ostetriche di Cavalese, che hanno permesso di rassicurare la madre e di creare le condizioni per un parto per il quale non si sarebbe potuto far fronte a nessuna complicazione, e grazie alla buona sorte, che ha reso disponibile un anestesista proveniente da Trento e presente su Cavalese per gestire un altro trasferimento in urgenza", scrive Civettini. 
 
Secondo quanto scrive il consigliere provinciale, per affrontare la situazione è "stata allestita una sala parto in un ambulatorio ed è nata una bimba fortunatamente. Tutto questo – sostiene Civettini - mentre dal Santa Chiara, applicando l’insensibile protocollo, si proponeva un trasferimento da un’ambulanza ormai impraticabile. Ora, pur rallegrandosi per il buon esito di questo episodio, è chiaro come la professionalità delle ostetriche di Cavalese e la buona sorte non sono componenti sui quali una gestione seria della sanità può fare perenne ed esclusivo affidamento". 

Ci sarebbero poi altri elementi, che Civettini elenca nell'interrogazione: "Il protocollo ha infatti imposto alla madre e alla bimba, che stavano bene e non necessitavano cure particolari, di salire su un ambulanza, dopo lo stress e le fatiche di un parto simile, e di viaggiare per un’ora fino al Santa Chiara, dove ha dovuto aspettare fino alle 3 del mattino per ricevere i punti di sutura per poi essere accolta in una camera con altre mamme. Un’assurdità della quale chiedere conto, unitamente ai tempi effettivi di riapertura di un Punto nascite di Cavalese chiaramente necessario", conclude il consigliere.

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