Quaranta richiedenti asilo lasciati in strada, la decisione è di Fugatti

Dal parco S. Chiara, con l'arrivo del freddo, erano stati accolti alla Residenza Fersina, ora se ne devono andare: lo ha deciso il presidente della Provincia, visto che i quaranta pakistani non rientrano nel programma di accoglienza

Quaranta richiedenti asilo allontanati dalla Residenza Fersina, struttura di accoglienza della Provincia, e sbattuti in strada. La voce, intercettata dal quotidiano Il Dolomiti, è fondata: la decisione sembra arrivare dal presidente Fugatti in persona che vorrebbe "vederci chiaro" in una situazione, certo, non semplice.

Fugatti, in pratica, noon avrebbe ancora deciso, ma di certo l'indicazione di massima, per così dire, era già arrivata ai dirigenti. Sono state, in parte, le proteste del gruppo di pakistani a portare la notizia alla stampa. Il rischio, per loro, è di essere sbattuti in strada da un giorno all'altro, con le temperature sotto zero di questi giorni.

Fugatti: "Il rischio è che ne arrivino altri, si chiamano l'un l'altro"

Le quaranta persone in questione, infatti, sono tutte di nazionalità pakistana, come racconta un articolo de L'Adige. Hanno fatto domanda di asilo politico e sono in attesa di una risposta da parte dello Stato italiano, non fanno però parte (e questo è un punto ancora da chiarire) del sistema di accoglienza provinciale. Fugatti, secondo quanto si legge nell'articolo, vuole capire se siano effettivamente richiedenti asilo.

Sembra che si tratti di un gruppo di pakistani arrivati a Trento in agosto dalla Germania. Un'eventuale richiesta di asilo  politico, quindi, potrebbe essere stata inoltrata allo Stato tedesco e non a quello italiano. Da qui la decisione di chiarire ulteriormente la posizione dei quaranta  migranti. Quel che è certo è che nel periodo estivo, e fino a circa un mese fa, molti di loro avevano trovato un rifugio di fortuna al parco S. Chiara.

Secondo quanto si apprende dai giornali con l'arrivo del freddo il Comune aveva deciso, a sue spese, di indirizzarli presso la struttura provinciale di via al Desert, trovandoli titolati a rimanere sul territorio nazionale. Ora pare che il periodo di accoglienza "extra" sia terminato ed ai quaranta pakistani non rimarrebbe che la strada, o meglio, i normali canali di accoglienza attivati con l'emergenza freddo: 192 posti in dormitorio, da "prenotare" giorno per giorno, con la quasi certezza di rimanerne fuori visto che ogni inverno i posti attivati per l'emergnza non bastano.

Durissime le reazioni alla decisione di Fugatti, dall'ex assessore Luca Zeni fino a Potere al Popolo. Una mossa, quella di Fugatti, che non risolve il problema, anzi lo aggrava consegnando alla strada quaranta persone, questo il senso delle critiche. Chiaramente dopo il clamore suscitato dalla notizia tale decisione potrebbe rientrare. Si attende il vertice con la Questura previsto per la mattinata di oggi. 

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