Orsi e lupi: autonomia totale al Trentino

La proposta di norma di attuazione approvata dalla Commissione dei Dodici sarà sottoposta al Presidente Gentiloni e darebbe alla Provincia piena autonomia nella gestione dei grandi carnivori

Autonomia nella gestione di orsi e lupi: la richiesta avanzata dal Trentino Alto Adige allo Stato ora è stata messa nero su bianco, in una proposta di norma di attuazione già approvata dalla Commissione dei Dodici, manca solo la firma del Presidente del Consiglio Gentiloni. La celerità con cui la norma è stata approvata è probabilmente conseguenza della delicata situazione che si è venuta a creare dopo l'aggressione da parte di un orso ai danni di un uomo a Terlago sabato scorso.

A pensarla così è anche l'assessore provinciale all'Ambiente Michele Dallapiccola:  "Pur con il rammarico che è doveroso esprimere per l'incidente di sabato - ha detto l'assessore - constatiamo che questo evento ha contribuito a dare la giusta accelerazione all'iter procedurale che da tempo attendevamo". Nella zona dell'aggressione sono state piazzate delle trappole per catturare l'esemplare responsabile, sul quale pende un'ordinanza di cattura firmata dal Presidente della Provincia Ugo Rossi all'indomani dell'agggressione.

E' evidente che se dovesse rendersi necessario abbattere l'orso la Provincia vuole avere le "carte in regola". Nel caso Daniza  infatti fu un'eccessiva dose di anestetico a provocare la morte dell'orsa, non si trattò di abbattimento, sebbene nemmeno un mese prima la Giunta provinciale avesse aprovato una delibera che introduceva per la prima volta la possibilità di abbattere gli esemplari più pericolosi.

Una norma in conflitto con la legge nazionale, conflitto che non è mai stati risolto, fino ad ora: la norma di attuazione darebbe ai presidenti delle due province piena autonomia, anche sull'abbattimento, non solo per quanto riguarda gli orsi ma anche i lupi. Su quest'ultimo aspetto pare ci sia una visione comune visto che la Provincia ha aderito al Piano del ministro Galletti, ancora in fase di discussione, che prevede la "rimozione" dei lupi fino al 5%, ovvero un esemplare ogni venti.

La LAV ha spedito una lettera aperta al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni affinchè non firmi la norma di attuazione. Ci sarebbero, spiega la  LAV, anche motivi di ordine giiuridico: "In caso di azioni in conflitto con le leggi comunitarie a rispondere sarebbe lo Stato, e non il Trentino". 

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