Uccisione dell'orsa KJ2: Provincia "assolta"

Una soluzione legittima per la procura di Trento, che ha chiesto l'archiviazione del caso. In sostanza non c'era altro da fare, ora c'è un precedente

L'orsa KJ2 costituiva un pericolo concreto, la sua uccisione non è stata un reato. Finisce così in archivio l'inchiesta aperta dalla procura della repubblica di Trento all'indomani dell'uccisione dell'orsa, responsabile di un'aggressione ai danni dell'uomo il 12 agosto 2017, nella zona di Terlago, in Trentino.

Come nel caso della più famosa Daniza, le sorti di KJ2 occuparono le prime pagine della stampa nazionale, sollevando nell'opinione pubblica, ancora una volta, la questione di una possibile convivenza tra uomo e orso sulel Alpi.

La vicenda arrivò sul tavolo della Procura in quanto l'uccisione di un orso, specie protetta, costituisce un reato (727 bis del Codice penale). Il Gup però in questo caso ha chiamato in causa un altro reato, collegato a quello comunemente chiamato "maltrattamento di animale" (articolo 544 bis). "Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni".

Esaminato il caso la stessa Procura è arrivata alla conclusione di una giusta condotta da parte dei forestali: trovandosi a meno di un centinaio di metri dall'animale non avrebbero potuto, semplicemente, narcotizzarlo. La "necessità" invocata dall'articolo in questo caso era quella di mettersi in salvo.

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