Operaio morto a Trento, Ianeselli (Cgil): "Non si può morire per il lavoro"

Il commento del segretario di Cgil Trentino dopo la morte del 57enne dipendente della sede Unifarm di Ravina

Immagine repertorio

"Gli organi competenti sono al lavoro per accertare le cause del decesso e l'ipotesi del colpo di calore. Non si può morire per il lavoro". Questo il commento del segretario di Cgil Trentino, Franco Ianeselli, dopo la notizia della morte del 57enne dipendente di Unifarm a Ravina. Venerdì l'uomo era stato trovato svenuto in fabbrica, sembrerebbe per un colpo di calore, ed era morto il giorno dopo all'ospedale Santa Chiara di Trento dove si trovava ricoverato.

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L'uomo era arrivato al nosocomio in condizioni già disperate. L'ipotesi è che il decesso sia sopraggiunto a causa delle complicazioni di un colpo di calore. Il 57enne aveva avuto un malore venerdì sera mentre stava lavorando all'Unifarm di Ravina, dove era stato trovato per terra, privo di sensi, con una temperatura corporea superiore ai 42 gradi.  Al momento non si escludono accertamenti per individuare le cause della morte dell'uomo nonché per verificare che tutte le norme sul luogo di lavoro della vittima siano state rispettate.

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