Commercio illegale di uccelli da richiamo: 350 nidiacei sequestrati in Trentino

Rubati insieme al nido nei meleti trentini avrebbero fruttato diverse centinaia di euro l'uno sul mercato nero fuori provincia

Quattro dei piccoli tordi recuperati, foto CRAS LIPU Trento

Sono circa 350 i tordi recuperati dalle guardie forestali e dai volontari della Lipu  nel corso di 9 diverse operazioni antibracconaggio svolte sul territorio provinciale. Si tratta ti pulcini, tecnicamente pulli, sottratti insieme al nido nelle campagne trentine, in particolar modo nei meleti, dai bracconieri. Si tratta di una pratica, naturalmente illegale, particolarmente dannosa la popolazione di uccelli poichè molti pulcini, sottratti alle cure parentali, muoiono.

L'obiettivo dei bracconieri è allevare quelli che sopravvivono, tramite alimentazione forzatta ed altre tecniche, per poi venderli come uccelli da richiamo. Le persone monitorate durante le diverse operazioni antibracconaggio provengono per la maggior parte, spiegano i forestali, da fuori provincia, dove il mercato nero degli uccelli da richiamo è fiorente e dove un singolo uccello può vvalere svariate centinaia di euro. Sono una ventina i bracconieri segnalati all'autorità giudiziaria  al termine delle operazioni, 350 gli uccelli sequestrati ed affidati alle cure del Centro Recupero Avifauna Selvatica di San Rocco  di Villazzano.

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