Neonato trovato morto nei campi: per la madre l'accusa passa da omicidio ad infanticidio

A conclusione delle indagini la Procura ha modificato il capo d'accusa, che prevede pene inferiori, da 4 a 12 anni

Da omicidio ad infanticidio: è questa l'accusa per la giovane madre del neonato ritrovato senza vita nelle campagne di Lana, in Alto Adige. La donna, lavoratrice stagionale nella raccolta delle mele, era stata arrestata poche ore dopo il ritrovamento del corpo del piccolo. Nell'immediatezza dei fatti l'accusa era stata quella di omicidio volontario aggravato ed occultamento di cadavere. Ora a conclusione delle indagini la Procura ha derubricato il capo d'imputazione.

Ecco quando un omicidio diventa infanticidio

L'infanticidio si configura quando è la madre a causare la morte del neonato immediatamente dopo il parto in condizioni di abbandono materiale e morale, ovvero quando non è assistita da nessuno, condizioni che fanno cadere ogni aggravante. La pena prevista è comunque da 4 a 12 anni. La pena per omicidio volontario, salvo attenuanti, non può essere inferiore a 21 anni.

Che a provocare la morte del bimbo fosse stata la madre è stato altresì provato nell'ambito delle indagini: il neonato era stato ritrovato con un panno avvolto sul capo e stretto attorno al collo e la perizia medico-legale aveva accertato la morte per soffocamento. La madre, dopo un periodo in carcere, è stata rilasciata in attesa del processo

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