Controlli nei negozi "etnici" del centro. La Questura: "Episodi di illegalità diffusa"

Controllati 13 esercizi commerciali: 21 sanzioni e 65 kg di merce sequestrata

Controllo di locali etnici e stranieri: è un'azione mirata quella messa in campo dalla Questura di Trento in questi giorni in centro città. Una serie di controlli esplicitamente rivolti a locali cosiddetti etnici, ristoranti di kebab e altro, negozi di alimentari con cibi importati dalle terre d'origine, e così via. Esercizi commerciali gestiti da stranieri, messi in stretta relazione con "il contrasto degli episodi di illegalità diffusa, con particolare riferimento a quelle zone del centro cittadino oggetto di fenomeni di irregolarità e degrado al fine di una maggiore percezione della sicurezza da parte della cittadinanza".

La zona è quella della Portela e delle vie attigue, dove si sono svolti i controlli di un gruppo interforze coordinato da viale Verona: Polizia, Carabinieri, Finanza, Polizia Locale, Dipartimento Prevenzione dell'Azienda sanitaria, Ipettorato del Lavoro.

Gli accertamenti hanno interessato 13 esercizi commerciali, si legge nel comunicato, e sono state elevate 21 contravvenzioni per diverse violazioni sia a carattere amministrativo che sanitario. Nel corso dei controlli è stata sequestrata merce deperibile per un totale di 65 chili.

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Nello stesso comunicato, a sottolineare la relazione che sussisterebbe tra negozi "etnici" ed immigrazione clandestina, sono riportati i numeri delle azioni di contrasto messe in campo dall'inizio dell'anno: 66 stranieri espulsi di cui 10 già detenuti presso il carcere di Spini, 6 accompagnati alla frontiera, 6 con partenza volontaria, 9 trasferiti presso Centri di Permanenza Temporanea fuori provincia, 4 con non meglio precisate misure alternative al trattenimento. I rimanenti 31 sono destinatari di ordine di lasciare il territorio italiano.

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