Due trentini in Mongolia con una Cinquecento: l'avventura della Ciurma Mezzabotte

Alessio ed Anna partiranno da Trento per un viaggio, a fin di bene, fino ad Ulan Bator e ritorno. Un'esperienza unica, a bordo della loro Fiat 500 Sporting

Alessio ed Anna la 500 Sporting, foto: Davi Tejeda

Ci saranno anche due trentini tra i quasi 400 equipaggi che ripercorreranno la "Via della Seta" per quello che è stato definito il rally più avventuroso del mondo. Anna ed Alessio, ovvero la Ciurma Mezzabotte, partiranno sabato 14 luglio per il Mongol Rally. Non è una corsa, la sfida, semmai, è con sé stessi, con le avversità del percorso e con gli inevitabili imprevisti meccanici quando ci si appresta a percorrere un terzo della circonferenza terrestre con una Fiat 500 Sporting del '92. 

Le regole, infatti, sono solo due: viaggiare su un'auto che non superi i 1200 cc di cilindrata, possibilmente vecchia e opportunamente modificata per affrontare ogni tipo di fondo stradale, e le 1.000 sterline da raccogliere prima della partenza, da donare in beneficenza.

Il punto di partenza varia a seconda della provenienza degli equipaggi, che si ritoveranno comunque a Vama Veche, in Romania, per dare ufficialmente inizio alla corsa. Il punto di arrivo è Ulan Bator, in Mongolia. Ciò che sta in mezzo è un viaggio indimenticabile.

"Amo viaggiare, e poi è a fin di bene... ma fondamentalmente mi è sempre piaciuto guidare" dice Alessio. Una spontaneità che si rispecchia nelle parole di Anna: "Mi sono appena laureata alla triennale di Psicologia, sono già iscritta alla magistrale, ho pensato che questa potesse essere la mia unica estate "libera" e mi sono imbarcata", racconta a TrentoToday

"Per noi un Erasmus su due ruote"

Imbarcarsi è il termine giusto perchè il progetto Ciurma Mezzabotte prende spunto dal mondo della pirateria. Pirati sì, ma con il cuore d'oro: come detto il viaggio è a fin di bene (è ancora possibile donare). I soldi arrivano dai vari sponsor (presenti sulla pagina facebook della Ciurma, oltre che sugli adesivi che decorano l'auto), dal crowdfunding, dalla vendita di magliette e spille, e da alcuni eventi organizzati a Trento prima della partenza.

Anna ed Alessio hanno deciso di devolvere metà della somma ad una Onlus che si occupa della preservazione della foresta pluviale in Perù, l'altra metà alla Comunità Camparta, che ospita persone con tossicodipendenza in Val di Cembra. Una scelta che spiega come ci sia bisogno di una mano in posti lontani, ma anche a pochi passi da casa. Parlando con loro si capisce che è proprio il lato solidale a dare senso al viaggio. 

"Sono sempre stato uno di quelli "ok, proviamo a salvare il mondo", ora ho la possibilità di fare la mia piccola parte, mi sono buttato" spiega Alessio. Trovata l'auto è stata poi la volta dei preparativi, tecnici ma anche burocratici: "Abbiamo ottenuto i 5 visti necessari, su 16 Paesi che attraverseremo - spiega Anna - Stati di cui nessuno sa nulla: mi affascina poter vedere con i miei occhi la varietà dell'esistenza umana". Per lei, che non ha fatto l'Erasmus, questo sarà un po' un "Erasmus su ruote", itinerante, forse più istruttivo del classico semestre a Barcellona o a Parigi. 

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Il loro viaggio però non finirà con il Mongol Rally: una volta arrivati  bisogna pensare a tornare, lentamente, a casa. Da Ulan Bator i due ripartiranno per un lungo viaggio di rientro. L'obiettivo è attraversare la Russia e rientrare da nord. Non resta che aspettarli. AGGIORNAMENTO: Anna ed Alessio ce l'hanno fatta! Leggi l'articolo, clicca qui...

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